Assassin’s Creed: la recensione

Assassin’s Creed è una delle serie di videogiochi di maggior successo, composta da ben dieci capitoli più tutta una serie di tie-in tra romanzi, film e fumetti. Deciso ad avvicinarmi a questo mondo, non potevo che partire dal primo capitolo del 2007.

Il gioco è ambientato nel 2012 e noi impersoniamo Desmond Miles, un barista rapito dalle Industrie Abstergo e portato in un laboratorio segreto a Roma. Qui vediamo a sapere di essere un antenato di un certo Altair, un membro della setta degli Assassini vissuto all’epoca della Terza Crociata in Terra Santa (1189-1192). Scopriamo inoltre che nel DNA sono contenuti i ricordi nei nostri antenati e che la Abstergo ha sviluppato un macchinario, l’Animus, che permette di riviverli. Ed è proprio per questo che siamo stati rapiti: il dottor Warren Vidic e la sua assistente Lucy Stillman ci costringeranno a “viaggiare nel tempo” per rivivere tali ricordi fino a trovare un qualche oggetto che devono assolutamente trovare.

Ed è così che via via, durante il gioco, ci troveremo a impersonare Altair nelle sue missioni. Subito a inizio gioco Altair è un membro di spicco della setta ma, poco dopo nel gioco, a causa di un fallimento in una missione contro i Templari di Roberto di Sable, viene degradato e privato di armi e abilità. Dovremo perciò ripartire dalla gavetta per riottenere la fiducia del maestro Al Mualim e dei confratelli. Le missioni saranno, ça va sans dire, quelle di uccidere personaggi di spicco dell’epoca, sia crociati che arabi.

Le varie missioni si svolgeranno principalmente in tre città Damasco, Acri, Gerusalemme, più ovviamente la sede degli assassini a Masyaf e una missione ad Arsuf. Lo schema è pressoché identico per ogni missione:

  • raggiungere la città;
  • prendere contatto con la sede degli assassini locali e ricevere istruzioni;
  • muoverci furtivamente per la città in cerca di informazioni sulla nostra vittima. Le informazioni si possono reperire tramite interrogatori (veri e propri pestaggi), borseggi (rubando lettere e documenti) oppure tramite dei nostri alleati che ci daranno informazioni in cambio di favori (dall’uccidere dei loro nemici al rubare bandiere dai tetti);
  • tornare alla sede con queste informazioni e ideare un piano per meglio uccidere la nostra vittima;
  • uccidere l’obiettivo;
  • seminare gli inseguitori e tornare nella sede degli assassini.

Fatto questo, in genere si torna da Al Mualim per ricevere il nominativo del nostro nuovo target. Da segnalare che ogni volta che uccideremo un nuovo obiettivo, egli prima di morire avrà modo di rivelarci alcuni segreti che metteranno via via in dubbio le nostre convinzioni.

Alla trama di gioco si aggiungono poi molte altre missioni secondarie che rendono il titolo ancora più longevo:

  • Scalare i punti di osservazione (castelli, torri, campanili, moschee…): in questo modo scopriremo nuove parti della mappa;
  • Salvare i cittadini da aggressioni da parte di guardie e soldati: le persone salvate ci saranno grate e da lì in poi avremo degli alleali in quella zona;
  • Uccidere i 60 cavalieri templari nascosti nel regno;
  • Trovare le bandiere nascoste (20 a Masyaf, 100 in giro per il regno, 100 a Damasco, 100 a Gerusalemme e 100 ad Acri).

Man mano che il gioco perseguirà, Altair potrà utilizzare sempre più armi partendo dalla lama celata nella polsiera, adatta per le uccisioni silenziose, alle spade (una normale e una corta) e i pugnali da lancio. Questa varietà di armi e una grandissima varietà di tecniche rendono i combattimenti è degli aspetti più belli del gioco, soprattutto grazie alle splendide “fatality” con le quale Altair uccide gli avversari.

In teoria dovremmo evitare di attirare l’attenzione e, qualora venissimo scoperti, dovremmo scappar via facendo parkour per seminare gli inseguitori e darci alla macchia. Ma combattere è così divertente che spesso ho rinunciato alla furtività per divertirmi a menar le mani.

Altro aspetto splendido di Assassin’s Creed sono gli sfondi e l’accuratezza utilizzata nella ricostruzione delle città. Il gioco regge ancora, a livello grafico, nonostante siano passati oltre 10 anni dalla sua uscita sul mercato!

Molto buono anche il doppiaggio italiano. Altair è doppiato da Paolo De Santis, già doppiatore di Alex Mason in Call of Duty: Black Ops e Call of Duty: Black Ops II mentre Desmond è doppiato da Alessandro Rigotti, già voce di Leon Scott Kennedy in Resident Evil e di Sasuke Uchiha nell’anime Naruto. Nel cast anche Beatrice Caggiula (Lucy Stillman), Enrico Bertorelli (Dr. Warren Vidic), Lorella De Luca (Animus), Riccardo Rovatti (Al Mualim), Matteo Zanotti (Roberto di Sable) e Francesco Mei (Malik).

Insomma, Assassin’s Creed un gioco immancabile nella collezione degli appassionati di action-adventure, recuperabile usato con pochi spiccioli.

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