I consigli della settimana (2): Rocky

Rocky

Per la prima tappa de “I consigli della settimana” vi avevo proposto un mix di film. Questa volta invece vi propongo una saga: Rocky.

ROCKY

Raccontare la genesi di Rocky è di per sé un film. Un film con una trama molto simile a quella di RockyStallone all’epoca è un giovane attore che, arrivato ai 30 anni, non è ancora riuscito ad andare al di là di qualche piccolo ruolo minore. Quando ormai inizia a pensare di mollare, dei produttori si interessano ad una sceneggiatura scritta da lui, Rocky. Gli propongono di comprarla per farne un film con Robert Redford come protagonista. Stallone però rifiuta i “pochi maledetti e subito” e rilancia: o il protagonista sarò io, o niente sceneggiatura. Un braccio di ferro che incredibilmente viene vinto da Sly. L’occasione della vita, che lui vince per KO alla prima ripresa! Budget del film: 1 milione di dollari. Incasso: 225 milioni + tre premi Oscar (tra i quali Miglior film). Ed effettivamente Rocky è un film bellissimo. Dove lo sport riesce a mescolarsi con la vita di quartiere, con la voglia di riscatto e con addirittura una tenerissima storia d’amore (indimenticabile il primo bacio e i goffi tentativi di abbordaggio di Rocky). Lo scontro con l’incontro finale contro Apollo Creed ha cambiato il modo di rappresentare la boxe al cinema. Curiosità: Sylvester Stallone è l’unica persona al mondo, insieme a Charlie Chaplin e Orson Welles, ad avere ricevuto contemporaneamente una nomination all’Oscar come Miglior attore e una come Miglior sceneggiatore.

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ROCKY II

Nel primo film si raccontava di un pugile italo americano di poco conto. Uno che avrebbe avuto le carte in regola per sfondare ma le ha sprecate. Per una serie di casualità ha l’occasione di sfidare il campione dei pesi massimi. E ce la metterà tutta, pur sapendo di avere pochissime possibilità. Non vi dico chi vincerà nel primo capitolo, ma vi dico che la trama di Rocky II verte attorno alla rivincita di quell’incontro. Questa volta il budget è superiore (7 milioni) e Stallone, qui anche regista, compie ancora il miracolo (200 milioni di incasso) diventando così uno degli attori di punta del cinema action degli anni ’80. Il cast è identico al film precedente, con Talia Shire nei panni di Adriana Pennino, Burt Young in quelli del cognato Paulie Pennino, Carl Weathers come Apollo Creed e Burgess Meredith nell’allenatore Mickey Goldmill.

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ROCKY III

Rocky ormai è il campione del mondo in carica. Imbattuto, ricco, con una famiglia felice. Si inizia a parlare di ritiro per lo stallone italiano. Ma un giovane pugile di colore, Clubber Lang vorrebbe sfidarlo per dimostrare di essere lui il più forte. Con Rocky III, si torna alle atmosfere del primo film ma con ruoli invertiti. Questa volta non è lo Stallone italiano quello con “l’occhio della tigre” e la voglia di riscatto. Ruolo bellissimo per Mr. T (esatto, il P.E. Baracus dell’A-Team), che interpreta un Clubber Lang “cattivissimo”, un mix tra un giovane George Foreman e quello che diventerà in seguito Mike Tyson. Cameo per il celebre Hulk Hogan nei panni del wrestler Labbra Tonanti.

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ROCKY IV

Siamo in piena guerra fredda e arriva a Filadelfia una delegazione sovietica con il loro campione di boxe: Ivan Drago. Secondo i russi, il loro campione sarebbe il “pugile perfetto”, superiore a qualsiasi pugile americano. Saranno prima Apollo Creed e poi Rocky Balboa a cercar di tenere alto l’onore del popolo americano. L’allenamento è sempre stato uno dei temi portanti della saga di Rocky. In Rocky IV si mettono a confronto l’allenamento in palestra, tra sostanze iniettate e test, con l’allenamento “vecchia maniera” fatto di sudore, fatica e dolore, spaccando legna e correndo in montagna. Un film sul confronto tra uomo e macchina. Un film dove Stallone dice la sua su questa situazione politica che ha spaccato il mondo a metà. Da sapere: il combattimento tra Ivan Drago (interpretato dal colossale Dolph Lundgren) e Rocky è vero. Stallone infatti voleva il massimo realismo e i suoni che si sentono non sono “doppiati” bensì i colpi veri in presa diretta (caso unico al cinema). Tanto che Stallone per un pugno al torace troppo forte finì una settimana in terapia intensiva  (ricordiamo che Lundgren è stato campione europeo di karate). Citazione: Io ti spiezzo in due!. Curiosità rosa: nel cast anche l’attrice danese Brigitte Nielsen, futura moglie di Stallone.

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ROCKY V

Sono passati cinque anni da Rocky IV. In Rocky V troviamo un Rocky Balboa che ha ormai appeso i guantoni al chiodo ma non riesce a dimenticare l’amore per la boxe. Una boxe che gli ha dato tutto, fama e ricchezza. La vita però è strana e la ricchezza così come arriva può andarsene. Gli torna quindi quel sentimento di rabbia e voglia di riscatto del primo film. Non potendo, però, combattere in prima persona, riversa tutto il suo amore per questo sport in un giovane pugile che lo prende a modello, Tommy Gunn. Trascurando così le cose contano veramente, ovvero suo figlio e sua moglie. Un ruolo molto importante lo avrà il figlio di Rocky, interpretato proprio del vero figlio di Stallone, il il compianto Sage Stallone, morto nel 2012 a 36 anni per arresto cardiaco. Per il ruolo di Tommy Gunn, Stallone ingaggia un vero pugile, Tommy Morrison: pronipote di John Wayne, Tommy divenne davvero campione dei pesi massimi pochi anni dopo il film, sconfiggendo George Foreman del 1993. Affetto da HIV, morì nel 2013.

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ROCKY BALBOA

Chi avrebbe mai immaginato che a 16 anni dopo Rocky V, Stallone sarebbe tornato al cinema con un altro Rocky. Tanto più che all’epoca di Rocky Balboa, del 2006, Sly aveva circa 60 anni! Tanto per dare un termine di paragone: il più vecchio pugile a conquistare la cintura fu Bernard Hopkins nel 2011, alla bella età di 46 anni (all’epoca del film, il primato era di George Foreman a 45 anni). 60 non sono un po’ troppi? E invece, un film che tutti avrebbero creduto ridicolo, non solo si è rivelato bellissimo, ma ha anche rilanciato la carriera di Stallone, che ormai molti reputavano un attore finito. Rocky Balboa infatti non è un film “eclatante” alla Rocky IV. È un film sommesso, con un Rocky vedovo che con la perdita di Adriana ha perso la sua bussola. Vive bene serenamente, ha amici, cerca con poco successo a mantenere un rapporto con il film (questa volta interpretato da Milo Ventimiglia, attore lanciato dalle serie TV Heroes e Una mamma per amica, scritturato per la grande somiglianza con Sly), porta avanti un ristorante e racconta aneddoti ai suoi fans. Ma il vuoto lasciato da Adriana può essere colmato solo con il suo altro grande amore, la boxe. Ed è così che si dà anima e corpo per poter tornare ancora una volta sul ring, non per vincere, non per i soldi o la fama, solo per mettersi ancora una volta in gioco, cercare di dimostrare a sé stesso di poter fare ancora qualcosa di buono nella vita, nonostante l’età che avanza. L’avversario di Rocky, Mason Dixon, è interpretato da un vero pugile, Antonio Tarver. Soprannominato Magic Man, Tarver era allora campione dei pesi mediomassimi e dovette prendere 10 chili per partecipare alle riprese (dato che dove interpretare un campione di pesi massimi).

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