Dante Lam e Candy Leung: intervista al regista e alla produttrice di “Operation Mekong”

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato una recensione del film Operation Mekong di Dante Lam (Operation Mekong: la recensione), una della migliori pellicole action presentate nell’ultima edizione del Festival di Sitges. Alla conferenza stampa erano presenti sia il regista Dante Lam che la produttrice Candy Leung.

Intervista a Dante Lam

Aiuto regista di John Woo, Dante Lam è oggi uno dei registi più importanti di Hong Kong, con all’attivo pellicole quali Unbeatable, The SniperVampire Effect, The Viral Factor e Fire of Conscience.

La pellicola prende il via da un fatto di cronaca reale (il massacro del fiume Mekong) per poi diventare un action a tutti gli effetti. Come ha coniugato realtà e azione?

Molte scene d’azione del film sono basate su quello che è accaduto realmente. Certo, essendo un film, alcune scene sono state esagerate, ma comunque prendono sempre spunto da situazioni reali. Erano cinque anni che non realizzavo un film di questo tipo basato su un fatto reale. In questi anni ho cercato un soggetto che mi permettesse di portare l’azione all’estremo.

Come ha utilizzato i fatti di cronaca per il suo film?

Mi sono documentato molto per questo film, leggendo articoli e documenti della polizia. Sono anche stato in questa zona pericolosa per fare ricerche, così da inserire più realismo possibile nella film.

Quale è l’aspetto più importante nella direzione degli attori?

La cosa più importante di un film è sempre la storia, la tematica. È fondamentale, quindi, la connessione che si crea tra l’attore e il suo personaggio. È importante che ruolo del personaggio nella storia sia il più credibile possibile.

Nel cast c’è anche Eddie Peng, attore con il quale ha già lavorato in passato. Come è stato lavorare nuovamente con lui?

Per la buona riuscita di una pellicola è molto importante la relazione che si viene a creare tra il regista e i suoi attori. Avendo lavorato spesso con Eddie Peng, La confidenza e sintonia che si sono create lavorando spesso con Eddie Peng, rendo la nostra collaborazione semplice e fluida.

Una delle sue pellicole migliori è The Beast Stalker dove affronta il tema dell’avere una seconda possibilità, un riscatto dopo un errore. Si può dire che questo sia un tema ricorrente nella sua cinematografia?

Questo tema si riscontra in diverse mie pellicole perché è un aspetto in cui credo. Nella vita possono accadere cose brutte, ma dobbiamo avere la forza di andare avanti. Ovviamente questo elementi non lo inserisco in tutti i film, però è un aspetto che mi interessa.

Tornando al massacro del fiume Megong. Come è ora la situazione del traffico di droga in quella zona?

In questa zona ci sono sempre stati problemi di traffico di droga a causa della posizione geografica. Attualmente la situazione è ancora peggiore perché ora è più facile produrre droga  rispetto al passato. La droga lì è stata un grave problema negli ultimi dieci o venti anni e continuerà a esserlo anche in futuro.

Abbiamo parlato prima di Eddie Peng. Cosa ne pensa, invece, della nuova generazione di attori a Hong Kong e in Cina?

È un problema trovare attori adatti ai film che faccio io. Oggi in Cina e a Hong Kong ci sono meno attori esperti nelle arti marziali rispetto al passato. Eddie Peng è un attore speciale perché prova molto entusiasmo per il cinema e ha molta forza di volontà. Si allena molto quando deve partecipare ad un film dove è richiesta una buona preparazione fisica. Non ci sono molti attori come lui e per fare questo tipo di pellicole servirebbero più attori abbiano avuto almeno una infarinatura di arti marziali da bambini.

Intervista a Candy Leung

(in collaborazione con Giuseppe Bruno)

Candy Leung è il produttore storico di Dante Lam, del quale ha prodotto quasi tutti i film. Oltre che con Lam, ha lavorato con molti altri registi, quali ad esempio Daniel Lee (Dragon Squad), Jingle Ma (Silver Hawk), Gordon Chan (The Medallion) e Teddy Chan (Spia per caso).

Com’è il vostro rapporto lavorativo?

Come lavoriamo insieme? Proprio come madre e figlio. Devo sapere come insegnarli ad andare nelle giuste direzioni. A parte gli scherzi, come produttore, fondamentalmente devo sapere prima di tutto come lavorare con il “capo”, giusto? Convincerlo su quanto budget stanziare, quanti soldi deve darci. Anche controllare il regista è molto importante, ma io e Dante ci conosciamo da oltre vent’anni. Siamo ormai come un fratelli: lavoriamo assieme, mangiamo assieme, quasi dormiamo assieme. Quindi, ovviamente, il più del tempo “combattiamo”. È come un ragazzo cattivo che a volte va fuori strada e io devo riportarlo indietro. È così che lavoriamo. Mi conosco, non ci sono molti registi con i quali posso lavorare così, invece con Dante io ho il mio ruolo e lui il suo. E ogni volta apprezzo il suo dare il massimo per realizzare i progetti che gli interessano.

Il film è un produzione cinese. È stato facile far approvare il film dal bureu cinese oppure avete dovuto apportare cambiamenti alla sceneggiatura? È più facile lavorare in Cina rispetto a Hong Kong?

Sia io che Dante negli ultimi dieci anni abbiamo viaggiato in tutto il mondo per i nostri film, quindi per noi non c’è molta differenza tra girare in un Paese o in un altro.  Si devono comunque affrontare delle incertezze quindi non si può dire che Hong Kong sia più facile della Cina. È anche vero, però, che hanno alcune regole rigide sulla censura che possono influenzare la stesura della sceneggiatura. Il mercato cinematografico, però, negli ultimi dieci si è molto “aperto” e quindi sappiamo come trattare con la censura. Sappiamo come muoverci ed è grazie a questo che ora potete vedere un film come Operation Mekong. Penso che dieci anni fa non si sarebbe potuto realizzare un film come questo, tanto meno sarebbe stato sponsorizzato dal China National Security. Sarebbe stato impossibile dieci anni fa. Sembra che gradualmente stiano aprendo le loro vedute e siano più disponibili ad accettare nuovi idee.

Video

Qui di seguito la registrazione della conferenza stampa. Le risposte di Dante Lam sono in cinese doppiare in spagnolo, mentre quelle di Candy Leung sono in inglese.

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