Enrico Bante presenta I bambini inchiodati (Cyrano Comics)

I bambini inchiodati

Una delle novità che potremo trovare su banchi di Cyrano Comics alla prossima Lucca Comics and Games sarà il volume I bambini inchiodati. Per saperne di più abbiamo intervistato lo sceneggiatore dell’albo Enrico Bante.

Allora Enrico, per cominciare dicci qualcosa su di te…

Mi chiamo Enrico Bante, ho 33 anni e dal 2010 collaboro con Cyrano Comics come disegnatore e sceneggiatore.

In questa intervista vorrei parlare de I bambini inchiodati. Di cosa si tratta?

I bambini inchiodati nasce da un’idea di Besmir Rrjolli, Nicola Bernardelli e Marta Carbocci. I tre ragazzi frequentavano il corso di teatro sociale presso l’Università Cattolica di Milano, e Besmir ha pensato di affrontare un problema che riguarda il suo paese, l’Albania. In Albania c’è una legge orale di tradizione secolare che si chiama kanun, osservata soprattutto nei villaggi montani del nord del paese. La sua degenerazione recente ha portato a una spietata legge del taglione: quando ci sono torti tra famiglie, la vendetta di sangue è contemplata, non si ferma più all’uccisione dei soli uomini bensì prende anche di mira donne e bambini, soprattutto non si ferma dopo l’attuazione della vendetta, così sangue chiama altro sangue in una catena di uccisioni preoccupante. Essendo anche i bambini coinvolti, cioè possibili vittime di tali vendette familiari, spesso si usa tenerli in casa, negando loro la possibilità di crescere e giocare come bambini comuni. Da questo spunto i tre ragazzi hanno tratto un’opera teatrale, appunto I bambini inchiodati. Hanno rappresentato il problema sotto forma di “favola nera”, con personaggi simbolici. Per esempio, il kanun degenerato è rappresentato da un enorme Gufo, mentre la speranza di libertà è rappresentata da un’enorme aquila che giace incatenata in un castello. Uno straniero e una ragazzina pura di cuore, inchiodata anche lei perché soggetta alla vendetta, libereranno l’aquila. L’associazione di co-sviluppo europeo di cui Besmir fa parte, Dora E Pajtimit, ha deciso di trasportare dal teatro al fumetto l’opera, per cui ha ingaggiato me per trasformare il testo teatrale in una sceneggiatura per il fumetto, mentre ai disegni ha chiamato lo stesso Nicola Bernardelli e poi Luca Falesiedi. Il fumetto si sofferma un po’ di più sull’epicità e sulla spettacolarità della trama, pur non tralasciando di parlare di questo problema sociale.

Il fumetto sarà un volume autoconclusivo o più volumi? Quando lo vedremo in fumetteria?

Sarà un fumetto autoconclusivo; il volumetto è pronto e ben presto sarà in vendita, presumibilmente in concomitanza con Lucca Comics, dove sarà “lanciato”.

Che tipo di tecniche di disegno avete scelto di utilizzare?

I due disegnatori de “I bambini inchiodati” sono molto diversi, ed entrambi hanno tentato di imprimere il loro stile personale nel tipo di storia che stavano affrontando. Nicola Bernardelli ha sviluppato uno stile onirico, fumoso, fiabesco, molto pittorico, mentre Luca ha prediletto uno stile più realistico, dinamico, dai tratti netti e puliti. Si è cercato di non essere “violenti” nel passaggio dalle tavole di Nicola a quelle di Luca con un escamotage narrativo che giustifica il cambio grafico con un corrispondente cambio nello stile della storia.

Oltre a I bambini inchiodati a cosa stai lavorando in questo periodo?

In questo periodo sto disegnando un fumetto per CURAMI, prossima nuova pubblicazione Cyrano Comics. Sarà la nostra seconda uscita dedicata al fumetto hard. Sarà un divertissement, più comico che spinto probabilmente, una storiella ambientata in un medioevo piuttosto piccante. I testi sono del nostro campione di pruriti Sergio Lingeri. Inoltre, si sta pian piano delineando la bozza per un secondo volume di Pigeon-Man.

Enrico Bante
Enrico Bante

Dei tuoi precedenti lavori a quali sei più legato?

Credo sia ovvio e scontato dire che sono affezionato a Pigeon-Man, un intero volume di Comics Factory che ospita dall’inizio alla fine storie e personaggi da me creati. È stato come veder nascere un figlio! Ne approfitto di nuovo per ringraziare ancora la Cyrano per avermi dato carta bianca, Enrico Martini per avermi spalleggiato nelle sceneggiature, e tutti i disegnatori del volumetto.

Quanto hai iniziato ad interessarti di sceneggiatura fumettistica? Come è nata questa passione?

A me è sempre piaciuto scrivermi e disegnarmi i fumetti, quindi non avevo mai valutato seriamente la figura distinta dello sceneggiatore. Vedevo più un “autore”. Diciamo che ho iniziato a interessarmi veramente alla sceneggiatura da quando sono diventato un vorace lettore di Comics Americani. Mi sono infatti accorto che, piano piano, iniziavo a seguire gli sceneggiatori e ad acquistare a scatola chiusa gli albi firmati dai miei sceneggiatori preferiti, piuttosto che seguire un disegnatore o un personaggio. Ho iniziato a notare le diversità di stile e di gusto. Il passo successivo è stato leggere Writing for Comics di Alan Moore, e altri preziosi libri che parlano di sceneggiatura.

Quali sono i tuoi autori di riferimento, quelli che all’inizio di ti hanno influenzato di più?

Mi piace cercare di fare fumetti comici, di conseguenza sono un grande fan di Leo Ortolani. I suoi tempi comici sono praticamente perfetti. Adoro l’ironia grottesca di Eric Powell, creatore di The Goon. Parlando squisitamente di disegno, mi ha influenzato l’istrionismo di Andrea Pazienza.

Progetti per il futuro?

Come dicevo, un seguito di Pigeon-Man. E in cantiere c’è anche una nuova collaborazione con Nicola Bernardelli, con il quale mi sono trovato molto bene. Faremo una storia epica, ambientata in un mondo primitivo, pieno di guerrieri e di poteri primordiali. È un mio secondo tentativo nel mondo del fumetto “serio”, e ne sono elettrizzato.

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