Lucca Comics and Games 2013: resoconto (parte 1)

Lucca Comics 2013
In attesa del biglietto

Il ritorno al mondo reale dopo 3 giorni di Lucca Comics and Games 2013 è un po’ traumatico (eh già, niente giovedì per me quest’anno). Sarà per i postumi di 300 e rotti chilometri notturni con annesse poche ore di sonno, sarà per il vortice di saluti, sorrisi, spinte, parole, rumori, odori, caldo, sudori, freddo, bagnato, diluvi, vento, fumetti, giochi, cosplayer, ragazze mezze nude ovunque manco fossimo in una trasmissione di Umberto Smaila (ok, i più giovani questa non la capiranno), fumettisti contenti, fumettisti stanchi, fumettisti morti (questa l’escalation dei tre giorni)… insomma… la solita Lucca Comics and Games.

Chi ha già visitato Lucca Comics and Games sa di che si tratta. Per loro è superfluo che descriva la fiera nel dettaglio. Chi invece non c’è mai stato… non può capire a fondo cosa significhi. Per loro è inutile descriverla a parole.

Anche perché se raccontassi delle mostre, degli eventi, gli incontri, le conferenze (una ogni minuto e mezzo sostiene l’organizzazione), degli stand, degli ospiti, della splendida cornice cittadina, Lucca Comics sembrerebbe il Paradiso. Se raccontassi delle code interminabili, le spinte, il dolore alle spalle e alle gambe a fine giornata, le piogge torrenziali, gli alberghi introvabili e a prezzi folli, Lucca sembrerebbe il peggior girone infernale.

Diciamo che la verità è una via di mezzo. Per molti visitatori, noi zoccolo duro insomma, Lucca Comics è paragonabile al Purgatorio. Passi ore a chiederti: cosa ho fatto per meritarmi questo?! Ma io sto veramente pagando 40 euro per entrare in posto scomodo e affollato solo per spendere altri soldi?!?! Ma poi alla fine ti rendi conto che tutto questo lo fai non come punizione ma per raggiungere un bene superiore: il disegno di tizio, l’autografo di caio, il fumetto che cercavi da un anno, l’ultima novità di pincopallo e così alla fine… torni a casa contento. Tanto contento che dopo un anno avrai dimenticato tutta la fatica e sarai di nuovo in auto o sul treno per una nuova Lucca Comics. Per chiederti nuovamente dopo la prima giornata: ma perché?!?!

Buttiamo giù quindi semplicemente un po’ di considerazioni sparse a caldo su questa LC&G 2013. Mi sa che ci vorrà più di un post.

Lucca Comics 2013
La vivibilità allo stand Panini

LOGISTICA

Se Games e Japan Palace li abbiamo ritrovati lì dove li avevamo lasciati nel 2012, il Comics quest’anno ha subito una vera e propria rivoluzione. Sì e persa Piazza San Michele ma si è potenziata Piazza San Martino. Gli editori del fumetto sono stati quindi suddivisi tra tre padiglioni:

  • Napoleone, il più grande e con il grosso delle case editrici (specialmente le più importanti);
  • Giglio con altre case editrici, la maggior parte, ma non tutte, piccole;
  • San Martino con il gruppo Panini-Disney e RW Lion-Goen.

La coppia Napoleone – Giglio era praticamente la stessa dello scorso anno. La novità è stata quinti il padiglione Panini / Lion. Probabilmente l’idea non era stupida. Lion, Panini, Disney grazie ai loro ospiti e alle loro uscite sono sempre stati tra gli stand maggiormente presi d’assalto dai fan, tanto da ostruire il passaggio e invadere gli spazi degli altri espositori. Una zona dedicata solo a loro avrebbe, in teoria, dovuto migliorare la situazione. Purtroppo non ha funzionato del tutto. Il padiglione, specialmente nella zona Panini-Disney (molto più tranquillo invece lo spazio Lion) si è rivelato ancora insufficiente a contenere la massa di persone, tanto che più di una volta, specie venerdì e sabato, gli accessi sono stati regolati interrompendo ogni tanto l’ingresso ai visitatori o facendo le file all’esterno. Il che non è una soluzione. Soprattutto non è bello che gente che ha pagato 15 euro al giorno non possa entrare nel padiglione e sia costretta a restare in attesa all’esterno sotto una pioggia torrenziale. Vediamo quali soluzioni tenteranno il prossimo anno per migliorare la vivibilità del padiglione.

COMICS ARTIST AREA

L’altra novità logistica di quest’anno era un padiglione, o meglio, mezzo padiglione, dedicato ai fumettisti. Non alle case editrici, non hai gruppi di fumettisti, ma ai fumettisti singoli. Loro medesimi in persona, o per meglio dire la cosiddetta artist alley molto diffusa in terra angloamericana.. Con calma cercherò di sentire qualcuno degli autori coinvolti per sapere come è andata in realtà, ma la prima impressione, da esterno, non è stata totalmente positiva. Positivo è indubbiamente il fatto che l’organizzazione abbia accolto la proposta. Positivo il fatto che l’area ci sia stata. Positivo come i fumettisti si sono organizzati e le meraviglie che hanno disegnato. Meno positivo dove l’area è stata piazzata: diciamo che quest’anno a Piazza San Romano non ci capitavi così per caso. Dovevi proprio volerci andare. E magari con un mappa. Da Napoleone entrare nel Cortile degli Svizzeri, passare nel Cortile Carrara e sbucarci, ad esempio questa era una possibile strada. Quindi gli autori potevano sì lavorare ma quasi esclusivamente con gli appassionati che andavano lì appositamente per loro. Con loro spero che abbiano lavorato bene, ma dubito che abbiano fatto molti affari con acquirenti “casuali”, quelli che girano per la fiera per altre cose ma poi magari ti comprano una stampa o un disegno perché belli. Di “casuali” al San Romano non se ne vedevano proprio! Era sicuramente il padiglione più vuoto della fiera ed è stato proprio un peccato. Speriamo che l’anno prossimo se l’area verrà confermata, ne venga però ristudiato il collocamento. Dedicare il Padiglione Passaglia (in mezzo ai due degli editori di fumetti) agli artisti non sarebbe una cattiva idea. Così dove erano posizionati sembravano un’aggiunta alla self area, i più maliziosi direbbero “un contentino”, e non dovrebbe essere così!

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