Premi Oscar 2015: ecco i vincitori

premi-oscar-2015-vincitori

Non molte sorprese alla cerimonia di consegna di Premi Oscar 2015 ieri sera. Quale più quale meno, le profezie più diffuse si sono avverate: a vincere nelle categorie più importanti Birdman di Alejandro González Iñárritu, ma anche Grand Budapest Hotel, regia di Wes Anderson si è difeso molto bene. Ma andiamo con ordine e vediamo chi sono tutti i vincitori nelle varie categorie.

Il Miglior Film è andato meritatamente a Birdman, che ha superato la concorrenza di film buoni ma non straordinari, a parte Grand Budapest Hotel, che però non aveva a mio avviso molte chance in questa categoria. E il regista di Birdman, il messicano Alejandro González Iñárritu, si porta a casa anche la Miglior Regia. Il che mi fa molto piacere, dato che seguo e ammiro Iñárritu fin dai primi film e ha sempre realizzato opere interessantissime, quali Amores perros e 21 grammi.

87th Annual Academy Awards - Show

Non riesce invece a vincere la statuetta il protagonista di Birdman, Michael Keaton, l’attore che avrei premiato io. Vince il Miglior Attore il protagonista di La teoria del tutto, il britannico Eddie Redmayne, che con la sua mimetica interpretazione del fisico Stephen Hawking dimostra per l’ennesima volta di come l’Academy sia propensa a premiare le interpretazione “trasformistiche”.

eddie-redmayne-transformation-stephen-hawking-theory-of-everything

Miglior Attrice, grazie al film Still Alice di Richard Glatzer e Wash Westmoreland, la grande Julianne Moore, che dopo aver vinto in carriera tre Golden Globe, un Bafta, un Orso d’Argento a Berlino, una Migliore Attrice a Cannes e una Coppa Volpi a Venezia, riesce finalmente a mettere le mani sull’ambita statuetta dopo ben quattro nomination andate a vuoto.

oscars-awards-pres_3208695b

A sorpresa invece l’Oscar come Miglior Attore non protagonista a J. K. Simmons per Whiplash di Damien Chazelle. Nonostante la lunga carriera cinematografica, tra i suoi ruoli più celebri il giornalista J. Jonah Jameson nella saga Spider-Man e quelli in Juno e Ladykillers, come attore è più noto al pubblico televisivo che quello della sala: Law & Order – I due volti della giustizia, Oz, The Closer, sono solo alcune delle serie che lo hanno visto protagonista. Sarà quindi stata una sorpresa e una grande soddisfazione vedersi vincere davanti Robert Duvall, Ethan Hawke,
Edward Norton e Mark Ruffalo.

US-ENTERTAINMENT-OSCARS NOMINEES LUNCHEON-ARRIVALS

Molto combattuta anche la categoria Migliore attrice non protagonista, dove a sfidarsi erano Laura Dern, Keira Knightley, Emma Stone, Meryl Streep e Patricia Arquette. Ed è proprio quest’ultima a prevalere, grazie a Boyhood di Richard Linklater, film incredibile girato in un arco di tempo di ben 12 anni.

Patricia-Arquette

A Birdman anche la Migliore sceneggiatura originale, scritta da Alejandro González Iñárritu insieme ai suoi collaboratori del film precedente, Biutiful, ovvero Nicolás Giacobone e Armando Bo, con l’aggiunta di Alexander Dinelaris.

Birdman

Miglior sceneggiatura non originale invece a Graham Moore per The Imitation Game, che ha tratto da AlanTuring. Una biografia  di Andrew Hodges (1983).

_TFJ0226.NEF

Miglior film straniero il polacco Ida, di Paweł Pawlikowski, interessante film in bianco e nero ambientato negli anni ’60.

Ida

Per quanto riguarda la categoria Miglior film d’animazione devo ammettere che tifafo spudoratamente per La storia della principessa splendente di Isao Takahata, non fosse altro che, nell’anno dell’Oscar alla carriera al suo socio Hayao Miyazaki, sarebbe stato il giusto riconoscimento per questo straordinario Maestro dell’animazione che in carriera ha raccolto molto meno di suo “allievo”. Invece la statuetta è andata a Big Hero 6 di Don Hall e Chris Williams, film targato Walt Disney Animation Studios. Un film comunque molto carino e con effetti speciali ad dir poco stupefacenti.

BIG HERO 6

Arriviamo ora agli Oscar più “tecnici”. Miglior fotografia a Emmanuel Lubezkia per Birdman, film che raggiunge e si ferma a 4 statuette complessivamente raccolte. Miglior scenografia, meritatissima, a Adam Stockhausen per Grand Budapest Hotel. Miglior Montaggio a Tom Cross per Whiplash, con buona pace di Sandra Adair che con Boyhood potrebbe essere stata abbastanza fiduciosa di portarsi a casa la statuetta.

Whiplash-1200

Miglior sonoro a Craig Mann, Ben Wilkins e Thomas Curley per Whiplash, e sembra il premio “della bandiera”, per un film che parla di musica e che non ha portato nemmeno la nomination nelle categorie Canzone e Colonna sonora. Sto scherzando ovviamente. Miglior montaggio sonoro a Alan Robert Murray e Bub Asman per American Sniper di Clint Eastwood, che avrebbe tranquillamente potuto vincere anche Miglior sonoro.

AmericanSniper

Migliore colonna sonora risulta essere quella di Grand Budapest Hotel, scritta da compositore francese Alexandre Desplat. Desplat, che era candidato con ben due film, Grand Budapest Hotel e The Imitation Game, riesce a vincere finalmente la, per lui sfuggente, statuetta, dopo essere stato nominato in passato per ben 6 volte senza successo (Philomena, Argo, Il discorso del re, Fantastic Mr. Fox, Il curioso caso di Benjamin Button, The Queen – La regina).

Alexandre-Desplat-oscar

Migliore canzone al cantante e pianista John Legend e il rapper Lonnie Lynn, meglio noto come Common, autori di Glory, canzone usata in Selma – La strada per la libertà di Ava DuVernay.

selma

Interstellar di Christopher Nolan vince un solo Oscar, ma meritatissimo, quello per i Migliori effetti speciali a Paul Franklin, Andrew Lockley, Ian Hunter e Scott Fisher.

interstellar-banner

E c’è un po’ di Italia anche a questi Primi Oscar 2015, dopo il successo di La grande bellezza dello scorso anno: Migliori costumi alla torinese Milena Canonero per Grand Budapest Hotel e dire che è strameritato è dire poco. E Grand Budapest Hotel vince anche Miglior trucco e acconciatura, realizzati di Frances Hannon e Mark Coulier.

grandbudapest

Miglior documentario a Citizenfour, regia di Laura Poitras, sulla storia di Edward Snowden e lo scandalo della NSA.

2_citizenfour

Per quanto riguarda i cortometraggi a vincere sono stati: Miglior cortometraggio documentario a Crisis Hotline: Veterans Press 1 di Ellen Goosenberg Kent, Miglior cortometraggio a The Phone Call di Mat Kirkby e Miglior cortometraggio d’animazione a Winston (Feast) di Patrick Osborne, e la Disney fa l’en plein vincendo sia nella categoria lungometraggio che in quella cortometraggio.

feast_a

Questi tutti i vincitori dei Premi Oscar 2015. Se volete rivedere invece tutte le nomination le trovate cliccando qui: Premi Oscar 2015: tutte le nomination.

Lascia un commento

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *