The Final Girls: La recensione

The final girls: La recensione

The Final Girls, premiato come miglior sceneggiatura alla 48° edizione del Sitges Film Festival, è un film avvincente, è metacinema allo stato puro. Di produzione statunitense e diretto da Todd Strauss-Schulson, è un horror molto originale con un cast che comprende, tra gli altri, Taissa Farmiga (vista in American Horror Story), Malin Åkerman (la Spettro di Seta di Watchmen), Alexander Ludwig (Cato di Hunger Games e Bjorn di Vikings), Nina Dobrev (The Vampire Diaries) e Alia Shawkat (Maeby Fünke nella serie televisiva Arrested Development – Ti presento i miei).

The final girls: scena 2

La storia è molto semplice, vede come protagonista una ragazza la cui madre, attrice di film horror, muore in un incidente stradale. La giovane, depressa per un breve periodo, si chiude in casa, ma un giorno gli amici riescono a convincerla ad andare al cinema a vedere una maratona di film horror, dove la madre è un’interprete nel primo film. Durante la proiezione del film, ad un certo punto, ad un ragazzo cade una bottiglia di alcool che rotola verso il muro, proprio dove un’altro ragazzo stava fumando un sigaro: cade la cenere sull’alcool e scoppia un incendio. I protagonisti squarciano il telone del cinema per riuscire a scappare dall’incendio, si ritrovano all’interno del film e inizia la storia.

The final girls: scena 1

Una sceneggiatura originale che prende in giro tutti i film horror sui campi estivi, divertentissimo e geniale. Regia ed editing sono stati la coppia vincente di questo film poiché hanno esaltato al massimo la narrazione. La fotografia e le musiche sono classici dei film horror, ma vedrete come i tecnici hanno sfruttato queste basi rendendole comiche. Dovessi definire questo film con una sola parola, direi: “GENIALE“.

The final girls: Locandina

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