The Final Girls: La recensione

The Final Girlspremiato come miglior sceneggiatura alla 48° edizione del Sitges film festival, è un film avvincente, è metacinema.

Sinossi

La storia è molto semplice e vede come protagonista una ragazza la cui madre, attrice di film horror, muore in un incidente stradale. La giovane, depressa, si chiude in casa per un breve periodo, fino a quando gli amici riescono a convincerla ad andare al cinema a vedere una maratona di film horror, dove la madre è un’interprete nel primo film. Durante la proiezione del film, scoppia un incendio. I protagonisti squarciano il telone del cinema per riuscire a scappare dalle fiamme e si ritrovano all’interno del film. E qui inizia la storia.

Commento

Una sceneggiatura originale, scritta da M.A. Fortin e Joshua John Miller, che prende in giro i tanti film horror ambientati nei campi estivi: si ride molto. Regia di Todd Strauss-Schulson, al tuo esordio sul grande schermo dopo una carriera passata tra cortometraggi e televisione, e montaggio di Debbie Berman (Spider-Man: Homecoming) sono stati la coppia vincente di questo film, grazie ad una narrazione molto efficace.

La fotografia di Elie Smolkin e le musiche Gregory James Jenkins e Eddy Zak sono da classico film horror, ma utilizzate in modo da creare comicità.

Molto noti, soprattutto in televisione, tutti gli attori del film: Taissa Farmiga (Zoe Benson / Violet Harmon / Sophie Green di American Horror Story), Malin Akerman (Silk Spectre di Watchmen), Alexander Ludwig (Bjorn Lothbrok di Vikings), Nina Dobrev (Elena Gilbert / Katherine Pierce / Amara di The Vampire Diaries), Alia Shawkat (Maeby Fünke di Arrested Development – Ti presento i miei) e Thomas Middleditch (Richard Hendricks di Silicon Valley).

Dovessi definire questo film con una sola parola, direi: “GENIALE“.

Trailer

Giulio Siboni

Published By: Giulio Siboni

Diplomato in "Immagine fotografica filmica e televisiva" perso l'Istituto D'Arte di Imperia, Giulio si occupa di Regia e sceneggiatura cinematografica. Ha frequentato per 2 anni un percorso formativo "Ipotesi cinema" di Ermanno Olmi a Bologna, e un altro corso con Silvano Agosti che gli ha pubblicato alcune sue fotografie sulla rivista "Micromega". Nato ad Albenga, riesce a girare il suo primo cortometraggio perso la "Sollentuna Fry Gynnasium" a Stoccolma. Il giovane riesce a farsi strada sul set di due spot a livello nazionale, il primo a Torino presso la "Vodafone" con "Flavio Insinna e Ilary Blasi" e poi a Milano presso Baseluna Film uno spot sull'uso coretto del 118. Siboni ha Lavora presso la "CF Film" di Milano come aiuto regista per il film "Ti si legge in faccia" di Andrea Castoldi e ha collaborato alla sceneggiatura di un docufiction "Anima spenta". Giulio, quando non è impegnato sui set cinematografici, collabora con aziende in qualità di cameraman e montatore.

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