Umberto Sisia ci parla del fumetto “Pangea: destino svelato”

Saltuariamente l’amico Umberto Sisia scrive articoli su questo sito oppure lo avete visto al mio fianco in diverse conferenze che abbiamo moderato assieme ad Albissola Comics. In questo caso è qui per parlarci di Pangea: destino svelato, progetto per un fumetto da lui ideato e che sarà pubblicato a Lucca Comics & Games 2018 da Cagliostro E-Press.

Albissola-Comics-2016

Ciao Umberto, ogni sei su ilBlogger.it non come redattore, bensì in veste di “intervistato” per parlarci di un tuo nuovo progetto: Pangea: destino svelato. Di che si tratta?

Ciao a tutti! Si tratta di una miniserie fantasy da me ideata che sarà realizzata con il supporto della Cagliostro E-press e che vedrà la presenza di diverse storie aventi come protagonisti personaggi differenti, ma legate da un filo conduttore che si svelerà man mano nel corso della vicenda. L’ambientazione, come suggerisce il titolo, è un remotissimo passato di una Terra alternativa, che presenta però alcune spiccate differenze rispetto alla nostra, rivisitato in chiave fantastica.

L’albo come sarà strutturato?

La mini prevede una storia composta da sette episodi complessivi (uno per ciascun scenario e per ciascun personaggio o gruppo di personaggi). Essi saranno introdotti e chiusi da un prologo e da un epilogo, nonché raccordati da pagine di interludio che intenderanno essere molto chiarificatori (ma su tali elementi non voglio rivelare troppo…). Inoltre il volume prevederà anche una storia speciale realizzata solo per esso.

I tuoi collaboratori, sceneggiatori e disegnatori, come verranno selezionati?

Alcuni sceneggiatori e disegnatori più esperti sono stati già da me scelti fra collaboratori ormai storici che hanno partecipato a mie avventure fumettistiche precedenti, oppure fra autori già individuati dalla Cagliostro. Per molti altri, procederemo al reclutamento tramite un apposito bando. Uno degli scopi dell’Associazione è proprio quello di individuare, reclutare, allenare e fare evolvere giovani talenti su progetti che possano essere in qualche maniera intriganti e curiosi e non abbiamo voluto nemmeno in tale occasione rinunciare a questo principio direttivo.

Con questa alternanza tra autori esperti e giovani promesse non si corre il rischio di penalizzare troppo gli esordienti che potrebbero patire il confronto?

È una possibilità ed un rischio. Ma abbiamo potuto vedere in passato svariate cose: il confronto e il tutoraggio di autori più abili spingono spesso i più giovani a un processo di emulazione positiva allo scopo di non “sfigurare”. In secondo luogo, è proprio compito dell’editor cercare per quanto possibile di attenuare le differenze di livello eccessive. Infine, è capitato molto spesso che uno stesso autore compisse un balzo qualitativo abbastanza percettibile da una storia all’altra o da una stagione all’altra. Dato che uno degli scopi è proprio quello di “allenare” i giovani autori, ci assumiamo dunque i rischi di una qualche disomogeneità pur di arrivare a questo risultato.

Questa non è la prima volta che collabori ad un progetto del genere. Puoi raccontarci qualcosa dei lavori che ti hanno visto coinvolto in precedenza?

In sintesi, ho iniziato la mia collaborazione in qualità di curatore e autore di alcuni testi sulla serie weird 221b Baker Street, avente come tema l’inedita collaborazione tra il dottor Watson e lo scrittore H.P. Lovecraft, per proseguire con il seguito 10 Barnes Street con Sherlock Holmes e lo stesso Lovecraft, per arrivare poi alle tre stagioni fantascientifiche de L’incrociatore stellare E. Salgari di cui l’ultima è in lavorazione. Si è trattato di lavori molto diversi ma ricchi di numerose soddisfazioni. Che mi hanno portato a collaborare con molti amici, a conoscere nuove persone e – soprattutto – a realizzare cinque prodotti fumettistici che con un filo di immodestia mi azzardo a definire molto interessanti e degni di rilievo. Basti per capire la mia soddisfazione la nota che molti degli autori coinvolti hanno trovato poi uno sbocco in altre realtà editoriali più professionistiche quali Aurea, Cronaca di Topolinia, Shockdom e altre.

In Pangea sarai solo supervisore o curerai anche soggetti e sceneggiature dei singoli episodi?

Essendo il creatore dell’ambientazione e della serie mi occuperò ovviamente della supervisione globale. Anche i soggetti di serie sono miei, con la supervisione dell’amico Stefano Bonazzi, mentre i singoli episodi saranno affidati a diversi sceneggiatori, ma gli accoppiamenti ovviamente li farò soltanto a bando concluso per effettuare le scelte nella maniera più ottimale. Penso tuttavia di tenere per me Prologo, Epilogo e raccordi, poiché sono un aspetto piuttosto delicato della serie complessiva.

Che tipo di fantasy dovremo aspettarci? Quali sono i tuoi autori o opere di riferimento in questo campo?

Presto detto: l’intento è di muoversi nell’ambito della Heroic fantasy, sia pure in maniera piuttosto elastica. Gli autori di riferimento non possono che essere, quindi Robert E. Howard soprattutto per le atmosfere, David Gemmell per il tono anche moderno che vorrei scaturisse dalla vicenda, Clark Ashton Smith per il lato arcano e Karl Edward Wagner un po’ per tutti questi motivi, ma nello specifico per quello che sarà il lato “fantascientifico” presente nella serie.

Negli ultimi anni il fantasy è stato molto presente sia al cinema (Il signore degli anelli, Harry Potter…) che in televisione (Il trono di spade…). A conseguenza di questo in Italia sono usciti molti giochi e molti romanzi a tema fantasy. Il fumetto italiano, però, ha sempre trascurato il fantasy e, a parte Brandon, solo ora con Dragonero sembra che si sia riusciti finalmente a sfruttare a dovere questo genere. Secondo te perché c’è voluto così tanto? E Pangea dove vuole inserirsi in questo contesto?

In Italia storicamente il fantasy è un genere che ha avuto meno appeal di altri. Non saprei spiegarmi del tutto perché rispetto alla fantascienza ha avuto meno esempi a disposizione. Mi ricordo certamente in passato anche il ciclo delle Amazzoni di Roberto Bonadimani, per dire, ma casi decisamente numericamente meno importanti che altri generi. Penso che attualmente ci siano più casi proprio perché la cultura fantasy nei decenni precedenti si è diffusa per i motivi che hai detto. E dove c’è un mercato potenziale si crea un prodotto, poi se buono o meno decideranno i lettori. Circa Pangea è presto detto: la volontà ambiziosa è cercare di fare uno sword and sorcery, che adesso appare decisamente meno di moda rispetto ad altro. Non osiamo dire che vogliamo fare una serie alla Conan perché così non è. O meglio, non siamo così superbi dal pensare di raggiungere quei livelli. Ma prendere a modello l’era Hyboriana per raccontare una storia del tutto diversa, in qualche modo anche corale, sicuramente sì.

Le storie verranno pubblicate anche online o solo in volume? Sarà un volume unico o sono già previsti dei seguiti?

Come siamo soliti fare, gli episodi saranno – prima o poi – disponibili anche in pdf online. Il volume, ovviamente, ha l’ambizione di essere più bello, più ricco, più completo e abbondante, con contenuti speciali che sono però in questo caso particolarmente decisivi…. Parlo di prologo, epilogo, raccordi ed episodio bonus, più ovviamente tutto il corredo di disegni, illustrazioni, materiali vari. Circa il seguito la risposta è sì: la storia globale è strutturata in due parti per cui il secondo volume sarà imperativo per finirla. Per il resto si vedrà.

In conclusione, vuoi dare un consiglio agli aspiranti sceneggiatori / disegnatori che ci stanno leggendo?

Semplicemente quello stesso che danno autori ben di altro livello rispetto al sottoscritto: persistere nell’allenamento, prendere a modello i grandi ed i classici senza dimenticare, in prospettiva, di cercare anche col tempo di realizzare una propria autonomia ed individualità. In questa fase di formazione pensare ad imparare e a migliorarsi piuttosto che alle facili glorie, soprattutto quelle effimere facebookiane. E senza dubbio mettersi alla prova, qualora ci sia un qualche spunto o qualche progetto che faccia scattare la molla creativa. E qualora fosse proprio il nostro, perché no? Magari provare a partecipare.

Ringraziando Umberto Sisia per la disponibilità, vi allego il link del bando per candidarsi nei ruoli di sceneggiatore e disegnatore: http://www.cagliostroepress.com/board/contest/445-pangea-destino-svelato-il-bando.

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