Masters of the Universe, He-Man torna al cinema tra nostalgia, colori e poca epicità

Masters of the Universe

È uscito nelle sale Masters of the Universe, il nuovo film tratto dalla celebre linea di giocattoli Mattel degli anni Ottanta.

Per chi, come me, è cresciuto tra pupazzetti e cartoni animati di He-Man e Skeletor, si tratta di un appuntamento quasi obbligato. Perché i Masters of the Universe, per una certa generazione, non sono stati solo giocattoli, ma un vero e proprio immaginario fatto di castelli, spade magiche, mostri, robot, guerrieri muscolosi e improbabili mezzi da battaglia.

Tra G.I. Joe, Transformers, Micromachines e tanti altri giocattoli dell’epoca, chi non ha mai ricevuto in regalo almeno un Masters? Io ne avevo decine — e li conservo tuttora — e ritrovare oggi quegli stessi personaggi sul grande schermo è sicuramente qualcosa di nostalgico e divertente.

Guarda il reportage di una mostra su He-Man del 2018: Burtomics Comics & Games 2018: il reportage (foto)

Masters of the Universe

Trama

Il malvagio Skeletor invade con i suoi scagnozzi Eternos, capitale di Eternia, per impadronirsi della Spada del Potere. Per impedirgli di entrarne in possesso, la Maga, guardiana del Castello di Grayskull, affida la spada al giovane principe Adam e lo fa fuggire sulla Terra. Dopo essere vissuto per quindici anni con gli umani, Adam, ormai adulto, è costretto a tornare sul suo pianeta d’origine per affrontare Skeletor e salvare Eternia.

I Masters of the Universe

He-Man è, in fondo, una sorta di Conan per bambini. Un barbaro muscolosissimo, armato di spada, circondato però da un campionario di amici e nemici tra i più improbabili: mostri, guerrieri, stregoni, robot, creature meccaniche, uomini con mandibole d’acciaio, personaggi con tre occhi, tigri corazzate e castelli magici.

Il fascino dei Masters of the Universe è sempre stato proprio questo: un mix sfrenato tra heroic fantasy e space opera. Il franchise ha generato negli anni fumetti, cartoni animati, videogiochi, serie animate più moderne e anche un precedente film live action, I dominatori dell’universo, uscito nel 1987.

I dominatori dell’universo

Il film del 1987

Prima di parlare del nuovo film, è impossibile non ricordare I dominatori dell’universo con Dolph Lundgren e Frank Langella.

All’epoca la pellicola non fu accolta benissimo dai fan, soprattutto per le molte differenze rispetto al cartone animato. Eternia si vedeva pochissimo, gran parte del film era ambientata sulla Terra, il tono era più dark, il budget era evidentemente limitato e le influenze di Star Wars erano fin troppo evidenti, tra pistole laser, soldati corazzati e atmosfere da space opera. Eppure, nonostante tutti i suoi limiti, quel film è rimasto nell’immaginario di molti bambini dell’epoca.

Dolph Lundgren aveva un physique du rôle praticamente perfetto per interpretare il muscolosissimo He-Man, mentre Frank Langella trasformava Skeletor in un villain quasi shakespeariano, molto più solenne e teatrale di quanto ci si sarebbe potuti aspettare da un film tratto da una linea di giocattoli.

Era un film sbagliato, imperfetto, a tratti povero, ma aveva una sua dignità epica. E proprio per questo il cameo di Lundgren nel nuovo film è uno di quei momenti che i fan storici non possono che apprezzare.

Nicholas Galitzine interpreta Adam / He-Man

Regia

A dirigere questo nuovo Masters of the Universe troviamo Travis Knight, regista che aveva già dimostrato con Bumblebee di saper maneggiare un franchise nostalgico degli anni Ottanta senza tradirne completamente lo spirito originale.

Ed effettivamente, almeno dal punto di vista visivo, il film sembra voler rispettare molto di più l’immaginario classico rispetto alla pellicola del 1987. Eternia questa volta c’è, si vede, è colorata, popolata da personaggi riconoscibili e da ambientazioni che cercano di restituire sul grande schermo quell’universo a metà tra magia e tecnologia che rendeva così particolari i giocattoli e il cartone animato.

Il character design dei personaggi è molto fedele all’originale. Certo, He-Man ha qualche decina di chili di muscoli in meno rispetto alla sua versione classica, Man-At-Arms e Tri-Klops sono diventati neri e c’è una versione femminile di Roboto chiamata Suzie, ma nel complesso i personaggi sono tutti molto simili alle loro versioni animate e giocattolose. E per un film come questo non è un dettaglio secondario.

Masters of the Universe

Cast

Nicholas Galitzine interpreta Adam / He-Man. L’attore funziona soprattutto nei panni di Adam, ragazzo cresciuto sulla Terra, spaesato e ancora lontano dall’immagine dell’eroe invincibile. Come He-Man convince un po’ meno, non tanto per mancanza di impegno, quanto perché il personaggio, nella memoria collettiva, è legato a un’idea di fisicità quasi esagerata, da eroe muscolare anni Ottanta.

Idris Elba interpreta Duncan / Man-At-Arms e porta al personaggio la sua consueta presenza scenica. È autorevole, solido, credibile come guerriero e mentore.

Jared Leto è invece Skeletor, probabilmente uno degli elementi più riusciti del film. Il suo villain è teatrale, sopra le righe, minaccioso al punto giusto e riesce a dare personalità a un personaggio che, in mani meno attente, avrebbe potuto trasformarsi in una semplice maschera digitale.

Nel cast troviamo anche Camila Mendes nel ruolo di Teela, personaggio che nel film viene presentato come coraggioso, determinato e molto più efficiente dello stesso Adam.

Skeletor

Commento

La sceneggiatura di Masters of the Universe è molto semplice. Ma, diciamolo, He-Man non ha mai eccelso da quel punto di vista. Il fascino del personaggio e del suo mondo non è mai stato nella complessità narrativa, ma nell’avventura, nel colore, nel design dei personaggi e in quella strana mitologia pop fatta di castelli magici, spade del potere, guerrieri muscolosi e cattivi con la faccia da teschio.

Da questo punto di vista, il film funziona. È piacevole da vedere, ha un buon ritmo, è colorato, divertente e pieno di riferimenti all’immaginario originale. I combattimenti sono ben realizzati, soprattutto quelli che coinvolgono Trap Jaw, personaggio che si presta molto bene all’azione più spettacolare.

Il film ha divertito me e ha divertito anche mia figlia, che ho accompagnato in sala. E questo, per un prodotto del genere, è già un buon risultato: riesce a parlare ai nostalgici cresciuti con i Masters, ma anche a un pubblico più giovane che magari non ha alcun legame diretto con i giocattoli Mattel.

He-Man

Tutto perfetto, quindi? No. Il problema principale del film, almeno per quanto mi riguarda, è la solita tendenza di molto cinema d’intrattenimento contemporaneo a non volersi mai prendere davvero sul serio. Ormai sembra quasi che ci sia paura a mettere in scena un eroe senza macchia e senza paura. He-Man è un personaggio eroico, nato da quell’immaginario muscolare e un po’ ingenuo degli anni Ottanta. È figlio di Conan, dell’heroic fantasy, dei guerrieri invincibili, delle spade alzate al cielo e delle frasi pronunciate con assoluta convinzione.

Oggi invece si tende spesso a ridicolizzare tutto. E quindi Teela è coraggiosa, efficiente e capace, mentre Adam è spesso goffo e impacciato. Ogni volta che compie qualcosa di eroico, sembra esserci subito bisogno di compensare con una battuta, una gaffe o un momento comico. Come se il film volesse dire continuamente allo spettatore: tranquillo, sappiamo anche noi che questa cosa è un po’ ridicola.

È un meccanismo che ho trovato fastidioso in tanti film Marvel degli ultimi anni e che ho detestato, ad esempio, in Thor: Love and Thunder. L’idea che non si possa più concedere spazio all’epica senza sabotarla immediatamente con l’ironia. Non sto dicendo che Masters of the Universe dovesse essere un film cupo o seriosissimo. Sarebbe stato probabilmente sbagliato anche quello. Però tra la leggerezza e la battuta continua esiste una via di mezzo. E il film la trova solo a tratti.

Da questo punto di vista, paradossalmente, il vecchio I dominatori dell’universo, pur essendo inferiore a questo sotto quasi tutti gli aspetti, aveva almeno un pregio: non aveva paura di prendersi sul serio. Credeva nella propria mitologia, nel proprio eroe, nel proprio cattivo. Era kitsch, povero, ingenuo, ma provava davvero a essere epico.

Questo nuovo Masters of the Universe è molto più ricco, più fedele, più spettacolare e probabilmente anche più divertente. Però, cercando sempre la battuta, raramente prova davvero a emozionare. Gli manca quella scarica di adrenalina epica che avrebbe potuto trasformare un buon film d’intrattenimento in qualcosa di memorabile. Resta comunque una visione piacevole.

Masters of the Universe

Per chi è cresciuto negli anni Ottanta, rivedere He-Man, Skeletor, Teela, Man-At-Arms e gli altri personaggi sul grande schermo è un piccolo tuffo nel passato. Per i più giovani, può essere un’avventura fantasy colorata e leggera.

Peccato solo che il film non abbia avuto il coraggio di alzare davvero la Spada del Potere al cielo e pronunciare, senza ironia e senza imbarazzo, la propria frase più importante. Perché He-Man, in fondo, funzionava proprio per questo: era ingenuo, muscolare, esagerato, ma ci credeva davvero.

Masters of the Universe

Trailer

Published By: Marco Frassinelli

Nonostante il suo lavoro di tutti i giorni sia legato alla telefonia e all'energia (www.grupporestart.it), Marco Frassinelli si occupa da anni di arte, cultura e intrattenimento, sia come blogger che come organizzatore di eventi. Ha collaborato all'organizzazione di decine di manifestazioni: Albissola Comics, Asylum Fantastic Fest, Video Festival Città di Imperia, Festival di Folklore e Cultura Horror AutunnoNero, Mostriamo il Cinema, Albenga Dreams, Fiera del Libro di Imperia... È direttore di Proxima no-profit, vice presidente del Cineforum Imperia e membro del consiglio direttivo di Ludo Ergo Sum - Tana dei Goblin Imperia e Comics & Art. Ha lavorato come blogger per Blogosfere (PianetaFumetto) e ha pubblicato su diverse riviste (L'Eco della Riviera, Tenebre", Fumo di China, Dylandogofili). Ha curato per Proxima l'editing dei libri "Sina. Je m'en fiche!" e "Io alla finestra della vita" ed è co-autore dei libri "Gibba e 'Lele' Luzzati" sul cinema d'animazione e "Sei nel West, Amigo!" sul cinema spaghetti western. È autore di articoli pubblicati su "Novissimo Zibaldino del Festival” (Mellophonium) e "L'arte del doppiaggio” (Felici Editori) e di fotografie pubblicate sul fotolibro “Gallieno Ferri – Photobook” (Forum ZTN). Ama viaggiare (è coordinatore Avventure nel mondo) e creare fotolibri dei suoi viaggi. Nel 2013 crea il sito ilblogger.it dove scrive principalmente di cinema e fumetti.