Charlie Hebdo: il ricordo dei fumettisti vittime dell’attacco

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Charlie Hebdo un settimanale satirico francese balzato oggi, drammaticamente, agli onori della cronaca perché vittima di un terribile atto di terrorismo di matrice islamica: questa mattina tre uomini hanno attaccato la redazione del giornale uccidendo ben 12 persone. Già alcuni anni fa il giornale era stato vittima di un attacco con bombe Molotov sempre da parte di fondamentalisti islamici.

Oggi una pagina nera per tutto il mondo Occidentale e siamo tutti vicini ai parenti delle vittime. Vogliamo però ricordare qui, in particolare, i fumettisti che hanno perso la vita nell’attacco.

Stéphane Charbonnier, in arte Charb. Giornalista, caricaturista, vignettista, dal 2009 era il direttore della testata. Maurice et Patapon è la sua serie più famosa; tra le altre sue pubblicazioni J’aime pas e La vie de Mahomet.

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Bernard Verlhac, in arte Tignous. Illustratore e vignettista satirico, tra le sue pubblicazioni Le fric c’est capital, La procès Colonna, Tas de Riches e Tas de Pauvres.

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Jean Cabut, in arte Cabu. Straordinario fumettista con oltre mezzo secolo di carriera. Negli anni ’60 è stato uno dei primi autori del mensile satirico Hara-Kiri, antesignano di Charlie Hebdo. Tra le sue decine e decine di pubblicazioni pubblicazioni: Le grand Duduche, Catherine, Mon beauf’ e Le gros blond.

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Georges Wolinski. Fumettista francese di origine tunisina, anche lui, come Cabu, oltre 50 anni di carriera e anche lui disegnatore di Hara-Kiri della prima ora. Tra i suoi tantissimi fumetti: Paulette, Il porcone maschilista e Le donne pensano solo a quello. Grand Prix de la ville d’Angoulême nel 2005.

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