Passengers: la recensione

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Uno dei film che mi sono maggiormente piaciuti, tra quelli visti nella prima settimana dell’anno, è sicuramente Passengers, film di fantascienza diretto dal regista norvegese Morten Tyldum.

Sinossi

L’azione si svolge su una nave spaziale in un futuro lontano. Da quando si nuovi pianeti sono cominciati ad essere colonizzati, molte persone hanno deciso di lasciare la Terra per cominciare una nuova vita in un’altra parte nell’universo. L’astronave Avalon, sta appunto trasportando 5.000 persone alla colonia Homestead II. Viaggiando a metà della velocità della luce, il viaggio durerà circa 120 anni: per questa ragione, sia passeggeri che equipaggio sono addormentati in un sonno criogenico. A seguito della collisione con alcuni meteoriti, però, uno dei passeggeri, Jim Preston, si sveglia dall’ibernazione con ben 90 anni di anticipo! Cosa farà?

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Commento

L’aspetto migliore del film è il riuscire a coniugare diverse anime del film: l’aspetto romantico, la fantascienza e le disquisizioni morali. Ognuno di questi quattro aspetti trova il suo giusto peso in un film che trae la sua forza proprio dal bilanciamento di questi fattori.

La fantascienza è presente negli aspetti dei nuovi mondi da colonizzare, nell’astronave, l’ibernazione, macchine mediche e androidi. Si sprecano le citazioni, dal classico 2001: Odissea nello spazio, al recente Gravity. Bel personaggio quello del barista androide interpretato magnificamente da dall’attore gallese Michael Sheen (il Tony Blair di The Queen).

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La storia d’amore è ovviamente il cuore del film, con i soliti tre tempi, ma ben affrontati. Più interessante l’aspetto morale insito nel film, con le domande che via via lo spettatore è portato a porsi. Lascerei la terra per ricominciare in un altro mondo e in un altro tempo? Costringerei qualcuno a condividere la mia solitudine per essere meno solo io? Riuscirei a perdonare la persona che amo se la scoprissi artefice di un gesto gravissimo a mio danno?

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La regia, convincente, è del norvegese Morten Tyldum, campione di incassi nel suo Paese con Headhunters nel 2011 e poi in noto al pubblico internazionale grazie alla nomination all’Oscar del suo The Imitation Game. La sceneggiatura è invece dell’americano Jon Spaihts, specializzato in fantasy-fantascienza, avendo scritto L’ora nera di Chris Gorak, Prometheus di Ridley Scott e Doctor Strange di Scott Derrickson.

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Del film se ne parlava da circa dieci anni e nel 2010 si era andati vicini a vederne una versione girata da Gabriele Muccino con Reese Witherspoon e Keanu Reeves come protagonisti. Il tempo però è passato e ad interpretare Jim e la bella Aurora sono stati chiamati Chris Pratt e Jennifer Lawrence. Devo dire che la coppia formata da Star-Lord dei Guardiani della Galassia e da Katniss Everdeen di Hunger Games (o la giovane Mystica nella saga di X-Men, per restare in tema film Marvel) funziona, nonostante gli 11 anni che passano tra i due attori, e dimostra il buon livello della nuova generazione di star hollywoodiane.

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Oltre i due protagonisti e l’androide, ci sarà spazio anche per una piccola, ma importante, parte per Laurence Fishburne, attore noto principalmente per il ruolo di Morpheus in Matrix.

Segnaliamo infine le musiche di Thomas Newman, autore delle colonne sonore di film quali Skyfall e WALL-E, e la fotografia di Rodrigo Prieto, apprezzato direttore della fotografia di film quali The Wolf of Wall Street, Argo, Babel e I segreti di Brokeback Mountain.

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