Tutti i capitani della Juventus (1): dal 1922 al 1974

Con l’addio di Gianluigi Buffon, la Juventus perde uno dei suoi giocatori più rappresentativi, un capitano da 17 stagioni in bianconero e un’infinità di trofei in bacheca. Cogliamo quindi l’occasione per ripercorrere la storia della Vecchia Signora attraverso i suoi ventidue capitani. L’articolo sarà diviso in due post da 11 capitani ciascuna: ecco la prima parte dal 1922 e il 1974.

Carlo Bigatto

È stato Carlo Bigatto (Balzola, 1895 – Torino, 1942), noto come Bigatto I, il primo capitano della Juventus. Esordì in bianconero nel 1913 a soli 18 anni segnando quella che rimarrà la sua unica rete in carriera. Look unico, con baffoni e cappellino bianconero, inizio la carriera come attaccante, ma nel 1915 dovette fermarsi per qualche anno quando venne arruolato in fanteria nella Grande Guerra. A guerra finita, tornò alla Juve spostandosi, però, al ruolo di mediano. Giocatore fuori dagli schemi, fumava 140 sigarette al giorno e all’attività di calciatore affiancava quella di gestore di un deposito di legname. Vestì la maglia della Juventus dal 1913 al 1931 per ben 234 partite. Vinse due campionati da calciatore (1925-1926 e 1930-1931) per poi vincerne un terzo da allenatore sedendo sulla panchina della Juve nell’annata 1934-1935. È scomparso nel 1942 a soli 47 anni.

Virginio Rosetta

Virginio Rosetta (Vercelli, 1902 – Torino, 1975) fu il primo calciatore professionista e arrivò alla Juventus del 1923 dopo aver vinto due campionati di lega con la maglia della Pro Vercelli. l suo passaggio in bianconero fu uno dei più contestati di sempre, con tanto di gare annullate (il famoso “Caso Rosetta“). Con il portiere Gianpiero Combi e il terzino Umberto Caligaris, ha formato per anni il mitico trio Combi-Rosetta-Caligaris, uno scioglilingua entrato nella storia come una delle migliori difese di tutti i tempi. Alla Juventus giocò dal 1923 al 1936, indossando la fascia da capitano dal 1929 al 1935. Negli anni juventini, Viri ha vinto ben 6 campionati italiani: quello del 1925-1926 e poi i cinque campionati consecutivi dal 1930 al 1935, il famoso Quinquennio d’oro. A questi si aggiungono i successi con la nazionale (un bronzo olimpico, 2 coppe internazionali e la coppa del mondo del 1934). Dopo aver lasciato il calcio giocato nel 1935, rimase alla Juventus come allenatore dal 1935 al 1939, vincendo una coppa Italia (1937-1938).

Luis Monti

Terzo capitano della Juventus fu Luis Monti (Buenos Aires, 1901 – Escobar, 1983), centromediano argentino in seguito naturalizzato italiano. Arrivò alla Juventus nel 1931 dopo circa dieci anni di carriera nel San Lorenzo di Buenos Aires dove segnò 40 reti in 202 partite. Soprannominato “doble ancho” (armadio a due ante) per la sua stazza, è stato uno dei più grandi giocatori nel periodo tra le due Guerre Mondiali. Alla Juventus militò dal 1931 al 1938 giocando 225 partite e vestendo la fascia da capitano dal 1935 al 1938. Nei suoi anni in bianconero ha collezionato 4 campionati italiani consecutivi (1931-1935) durante il celebre Quinquennio d’oro e la Coppa Italia del 1937-38. Questi trofei si aggiungono ai 4 campionati argentini vinti in precedenza (con le maglie di Huracán e San Lorenzo) e i trofei vinti in nazionale vestendo sia maglia dell’Argentina che quella dell’Italia. Vicecampione del Mondo con l’Argentina e Campione del Mondo nel 1934 con l’Italia, è l’unico calciatore al mondo ad aver disputato due finali di Coppa del Mondo con due maglie differenti. Ritiratosi dal calcio giocato, tornò alla Juventus come allenatore nel 1942 vincendo una Coppa Italia.

Mario Varglien

Mario Varglien, Varglien I (Fiume, 1905 – 1978), arrivò alla Juventus nel 1928 dopo aver giocato nella Fiumana e nella Pro Patria. Di ruolo mediano restò in bianconero per ben 14 stagioni, dal 1928 al 1942, giocando 357 partite. Fu uno dei pilastri del Quinquennio d’oro, mettendo nella propria bacheca cinque campionati italiani consecutivi (1930-1935) e due Coppe Italia (1937-38, 1941-42) e indossando la fascia di capitano dal 1938 al 1942. Campione del mondo con la nazionale italiana nel 1934.

Pietro Rava

Pietro Rava (Cassine, 1916 – Torino, 2006) iniziò la carriera entrando ancora ragazzino nelle giovanili della Juventus. Vinse a soli vent’anni i Giochi Olimpici e, vincendo nel 1938 anche la Coppa del mondo, è uno dei soli quattro giocatori italiani ad aver vinto entrambi i titoli. Vestì la maglia bianconera quasi ininterrottamente dal 1935 al 1950: fanno eccezione gli anni della guerra, quando si arruolò volontario nella Campagna di Russia, e la stagione 1946-47 che giocò con la maglia dell’Alessandria. Giocò in bianconero 303 partite e indossò la fascia di capitano per otto stagioni (1942-1950); i dissidi con la società, però, non mancarono: è stato il primo calciatore a scioperare per ottenere un adeguamento contrattuale. Con il compagno Alfredo Foni ha formato, sia alla Juventus che in Nazionale, una delle più forti difese di tutti i tempi. Con la Juventus ha vinto un campionato italiano (1949-50) e due Coppe Italia (1937-38, 1941-42).

Carlo Parola

Anche Carlo Parola (Torino, 20 settembre 1921 – Torino, 22 marzo 2000) tirò i primi calci proprio nelle giovanili della Juventus. Restò alla Juventus dal 1939 al 1954, diventandone una bandiera e scendendo in campo 334 volte. Considerato uno dei più grandi difensori del secolo scorso, divenne celebre per le sue rovesciate e ancora oggi la sua effige è stampata sugli album di figurine Panini. Fu capitano dal 1950 al 1954 e vinse con la Juventus due campionati (1949-50, 1951-52) e una Coppa Italia (1941-42). Tornò alla Juventus nel 1959 in veste di allenatore e in tre anni di panchina juventina (1959-1962) vinse due Coppe Italia consecutive (1958-59, 1959-60) e due campionati consecutivi (1958-59, 1959-60), realizzando nel 1959 il primo double nazionale della storia bianconera. Dal 1974 al 1976 sedette nuovamente sulla panchina juventina vincendo il suo terzo scudetto da allenatore nella stagione 1974-1975.

Giampiero Boniperti

Giampiero Boniperti (Barengo, 4 luglio 1928) per la Juventus rappresenta molto di più di un “semplice” ex capitano: è un pezzo imprescindibile della storia di questa società. Arrivato alla Juventus nel 1945 a soli 17 anni, iniziò ben presto a farsi notare a suon di goal: nella prima stagione segnò 5 reti in 6 partite e l’anno successivo divenne capocannoniere con 27 goal neanche ventenne. A 24 anni aveva già superato le 100 reti in Serie A, riportando nel 1950 la Juventus a vincere lo scudetto dopo 15 anni di digiuno. Nel frattempo arrivarono alla Juventus due altri grandi attaccanti, John Charles e Omar Sívori, che con Boniperti formarono il celeberrimo Trio Magico da 241 reti in 4 anni. Capitano dal 1954 al 1961, quando appese gli scarpini al chiodo Boniperti aveva vinto 5 campionati italiani (1949-50, 1951-52, 1957-58, 1959-60, 1960-61) e 2 Coppe Italia consecutive (1958-59, 1959-60), è stato capocanniere dalla Seria A nella stagione 1947-1948 con 27 goal e del Torneo Internazionale dei Club Campioni nel 1951 con 6 goal. I suoi record di presenze (469) e reti (188) in bianconero rimasero ineguagliate per decenni (fino ad Alessandro Del Piero che lo superò in entrambe le classifiche). La storia di Boniperti alla Juventus non si limita al calcio giocato: prima dirigente e poi presidente della società dal 1971 al 1990. Sotto la sua guida la Juventus ha vinto tutto (nove scudetti, due Coppe Italia, una Coppa Intercontinentale, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa UEFA e una Coppa UEFA). Lasciata la presidenza, guidò la Juve come amministratore delegato fino al 1994 (vincendo un’altra Coppa UEFA). Nel 2006 fu nominato presidente onorario insieme a Franzo Grande Stevens.

Flavio Emoli

Flavio Emoli (Torino, 1934 – Genova, 2015) militò nella Juventus dal 1955 al 1963 giocando nel ruolo di mediano. Vinse in bianconero 3 scudetti (1957-58, 1959-60, 1960-61) e due Coppe Italia consecutive (1958-59, 1959-60). Fu capitano per due stagioni dal 1961 al 1963), per poi trasferirsi al Napoli dove conservò il titolo di capitano. Vestì la maglia bianconera 217 volte.

Omar Sívori

Omar Sívori (San Nicolás de los Arroyos, 1935 – 2005) fu uno dei più grandi talenti che vestirono la maglia bianconera. Argentino di origini italiane, El Cabezón arrivò alla Juventus a 21 anni con acquisto record dopo aver vinto in patria tre scudetti consecutivi con il River Plate (1955, 1956, 1957). Con John Charles e Giampiero Boniperti formò, come già ricordato, il Trio Magico. Alla Juventus vinse 3 scudetti (1957-58, 1959-60, 1960-61) e 3 Coppe Italia (1958-59, 1959-60, 1964-65) più una Coppa delle Alpi (1963). Capocannoniere della Serie A nel 1959-60 con 28 goal, nel 1961 fu il primo juventino a vincere il Pallone d’Oro. Insieme a Silvio Piola, è l’unico calciatore ad aver segnato sei gol in una partita di Serie A (Juventus-Inter 9-1, 1961). Capitano della Juventus dal 1963 al 1965 (anno in cui si trasferì al Napoli), giocò sia con la nazionale Argentina che con quella Italiana.

Ernesto Castano

Ernesto Castano (Cinisello Balsamo, 2 maggio 1939) esordì in Serie A con la Juventus dopo aver militato in Serie B con Legnano e Triestina. Rimase alla Juventus dal 1958 al 1970 collezionando in totale 265 presenze. Capitano dal 1965 al 1970, vinse in bianconero 3 scudetti (1959-1960, 1960-1961, 1966-1967) e 3 Coppe Italia (1958-1959, 1959-1960, 1964-1965). Con la Nazionale italiana vinse gli Europei nel 1968.

Sandro Salvadore

Sandro Salvadore (Milano, 1939 – Asti, 2007) iniziò la carriera nel Milan fin dalle giovanili. Dopo quattro stagioni da professionista in rossonero (dove vinse due scudetti), fu ceduto alla Juventus nel 1962 a causa di una difficile convivenza con Cesare Maldini. All’ombra della Mole divenne subito titolare in coppia con Ernesto Castano. Considerato oggi uno migliori liberi del calcio italiano, guidò la difesa juventina per dodici stagioni dal 1962 al 1974 per un totale di 453 presenze. Con la Juventus vinse 3 campionati (1966-1967, 1971-1972, 1972-1973) e una Coppa Italia (1964-1965). Capitano anche in nazionale, Sandro Salvadore è tra i vincitori dell’Europeo 1968. Dopo il ritiro rimase alla Juve alcuni anni come allenatore delle giovanili.

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