Tutti i capitani della Juventus (2): dal 1974 al 2018

Il mese scorso abbiamo iniziato un percorso che ci porterà a ricordare i capitani delle principali squadre di calcio italiane. Abbiamo esordito con Tutti i capitani della Juventus (1): dal 1922 al 1974, in occasione del passaggio di consegne tra Gigi Buffon e Giorgio Chiellini. Dopo aver ricordato, quindi, i vari Carlo Parola, Giampiero Boniperti e Omar Sívori, completiamo la lista dei capitani della Vecchia Signora con il periodo 1974 – 2018.

Pietro Anastasi

Capitano dal 1974 al 1976, Pietro Anastasi è nato a Catania nel 1948. Inizia la carriera adolescente in Serie D alla Massiminiana per poi passare al Varese in serie B. Promossi in Serie A, debutta in massima serie appena ventenne e si fa notare da Gianni Agnelli segnando una tripletta proprio contro la Juventus. Soffiato all’Inter per un soffio, passa alla Juve a fine stagione e vestirà la maglia bianco-nera per quasi 10 anni, dal 1968 al 1976. Qui crea con Roberto Bettega una delle migliori coppie d’attacco della storia juventina. Alla Juve giocherà complessivamente 303 presenze per un totale di 130 reti e mettendo in bacheca 3 scudetti (1971-72, 1972-73 e 1974-75) più vari record personali: capocannoniere della Coppa delle Fiere (1970-71, 10 reti in 9 partite), capocannoniere della Coppa Italia (1974-75, 9 reti in 10 partite). Con 30 reti all’attivo, Anastasi è ancora oggi il calciatore juventino ad aver segnato di più in Coppa Italia. Da ricordare la sua straordinaria impresa contro la Lazio nel 1975 quando entrando in campo al 70′ in cinque minuti (83′-88′) segna ben tre goal: in serie A, nessun subentrante aveva mai segnato una tripletta. L’ultimo anno juventino sarà molto difficile per via di scontri con mister Parola, tanto da finire fuori rosa. A fine stagione ci sarà l’incredibile scambio Anastasi – Boninsegna con l’avversaria storica Inter: ma se Bonimpa in bianconero troverà una nuova giovinezza, Pietruzzu lontano da Torino non riuscirà a ripetere le sue straordinarie performance degli anni juventini. Oltre che con la Juventus, Pietro Anastasi ottenne grandi successi anche con la maglia della Nazionale con la quale vinse i Giochi del Mediterraneo nel 1967 e, soprattutto, gli Europei nel 1968.

Giuseppe Furino

15 anni in bianconero (1969-1984) di cui otto come capitano (1976-1984), Giuseppe Furino è sicuramente una delle principali bandiere della storia juventina. Nato a Palermo nel 1946, crebbe nelle giovanili della Juventus, per poi giocare le prime stagioni in prestito con il Savona in Serie B e Serie C e con il Palermo in Serie A. Tornò a “casa” nell’estate del 1969 e nel giro di un anno divenne il mediano inamovibile della squadra. In totale vinse la bellezza di 8 scudetti (1971-1972, 1972-1973, 1974-1975, 1976-1977, 1977-1978, 1980-1981, 1981-1982, 1983-1984), uguagliando il record di Giovani Ferrari e Virginio Rosetta (un record superato solo da Gianluigi Buffon, molti anni dopo). Oltre ai campionati, Giuseppe Furino si mise in bacheca anche 2 Coppe Italia (1978-1979, 1982-1983), 1 Coppa UEFA (1976-1977) e 1 Coppa delle Coppe (1983-1984).

Gaetano Scirea

14 anni in bianconero (1976-1989) di cui 4 come capitano (1984-1988), 552 presenze in bianconero (superato solo da Del Piero e Buffon molti anni dopo) con 32 reti (che per un libero non sono male): questi sono solo alcuni numeri che possono far immaginare quanto Gaetano Scirea ha rappresentato per la Vecchia Signora. Simbolo di onestà e signorilità, nella sua lunga carriera, nonostante il ruolo, non venne mai espulso e questo la dice lunga sulla sua correttezza in campo. Arriva alla Juventus dopo un paio di stagioni all’Atalanta: a Torino formò con Dino Zoff, Claudio Gentile e Antonio Cabrini una delle difese più forti di sempre, sia per quanto riguarda la Juventus che la Nazionale.  È uno dei giocatori italiani ad aver vinto più trofei: 7 scudetti (1974-75, 1976-77, 1977-78, 1980-81, 1981-82, 1983-84, 1985-86), 2 Coppe Italia (1978-79, 1982-83), 1 Coppa EUFA (1976-77), 1 Coppa delle Coppe (1983-84), 1 Supercoppa UEFA (1984), 1 Coppa dei Campioni (1984-85) e 1 Coppa Intercontinentale (1985). Insieme ad Antonio Cabrini è il primo calciatore ad aver vinto tutte le principali competizioni UEFA per club. In più, con la maglia azzurra, ha vinto il Mondiale di Spagna 1982. Finita la carriera da calciatore, resta alla Juventus come allenatore in seconda. E proprio come vice allenatore in quel dannato 3 settembre 1989, Scirea si trovava in Polonia per visionare il Górnik Zabrze in vista dell’incontro in Coppa UEFA. Sulla strada per l’aeroporto, l’automobile dove si trovava venne tamponata e, a causa di alcune taniche di benzina nel bagagliaio, prese fuoco. Scirea morì nel rogo insieme all’autista e all’interprete. La sua tragica dipartita sconvolse il mondo del calcio e, l’anno successivo, la tifoseria juventina ribattezzò “Gaetano Scirea” la Curva Sud dello Stadio delle Alpi. Dal 2012, il viale di fronte allo Stadium cambiò nome in Corso Gaetano Scirea.

Antonio Cabrini

Nato a Cremona nel 1957, Antonio Cabrini formò, come già detto, una delle difese più solide di sempre con Dino Zoff, Claudio Gentile e Gaetano Scirea. Dopo un paio di stagioni alla Cremonese e all’Atalanta, arriva alla Juventus appena diciannovenne nel 1977. Rimase alla Vecchia Signora fino al 1989 vestendo la fascia di capitano nella sua ultima stagione dopo il ritiro di Scirea. In bianconero disputò 440 partite con un palmares incredibile: 6
scudetti (1976-1977, 1977-1978, 1980-1981, 1981-1982, 1983-1984, 1985-1986), 2 Coppe Italia (1978-1979, 1982-1983), 1 Coppa UEFA (1976-1977), 1 Coppa delle Coppe (1983-1984), 1 Supercoppa UEFA (1984), 1 Coppa dei Campioni (1984-1985) e 1 Coppa Intercontinentale (1985). In Azzurro, il Bell’Antonio ha vinto il Mondiale del 1982 ed era stato premiato come Miglior giovane del campionato mondiale nel 1978. Lasciata la Juventus, terminerà la carriera al Bologna, per poi intraprendere una nuova carriera come allenatore che lo porterà tra il 2012 e il 2017 ad allenare la Nazionale Italiana Femminile.

Sergio Brio

Nato a Lecce nel 1956, Sergio Brio è stato un’altro tassello di quell’impenetrabile difesa composta da Scirea, Gentile (poi Favero) e Cabrini e con alle spalle prima Zoff e poi Tacconi. Acquistato dalla Juventus giovanissimo, venne mandato tre stagioni in prestito alla Pistoiese. Fece ritorno a Torino nel 1978 e lì rimase fino a fine carriera nel 1990. Vestì la fascia da capitano nella sua ultima stagione, anche se allora non era più titolare fisso. Nei suoi 12 anni di Juve, ha vinto 4 scudetti (1980-1981, 1981-1982, 1983-1984, 1985-1986), 3 Coppe Italia e tutte le principali competizioni internazionali: 1 Coppa delle Coppe (1983-1984), 1 Supercoppa UEFA (1984), 1 Coppa Campioni (1984-1985), 1 Coppa Intercontinentale (1985) e 1 Coppa UEFA (1989-1990). Disputa complessivamente 379 partite realizzando 24 reti. Finita la carriera, resta alla Juve come vice allenatore di Giovanni Trapattoni con il quale vince una Coppa Uefa nel 1992-93.

Stefano Tacconi

Nato a Perugia nel 1957, Stefano Tacconi è il primo portiere ad indossare la fascia di capitano della Juventus. Arriva a Torino nel 1983 per sostituire il grande Dino Zoff, che quell’anno si ritirava dopo 11 stagioni alla Juventus. Con lo stesso Zoff come preparatore atletico, Tacconi divenne subito una sicurezza vincendo il double Serie A e Coppa delle Coppe alla sua prima stagione. Nella seconda stagione si alterna con la riserva Luciano Bodini, ma è Tacconi in campo alla conquista della Coppa dei Campioni. Dall’anno seguente torna titolare fisso. Alla Juve rimane dal 1983 al 1992 per un totale di 337 presenze e vestendo la fascia da capitano le sue ultime due stagioni. Con le sue parate ha contribuito alla vittoria di 2 Campionati (1983-1984, 1985-1986), 1 Coppa Italia (1989-1990), 1 Coppa delle Coppe (1983-1984). 1 Supercoppa UEFA (1984), 1 Coppa dei Campioni (1984-1985), 1 Coppa Intercontinentale (1985) e 1 Coppa UEFA (1989-1990).

Roberto Baggio

Tra i talenti del calcio degli ultimi 30/35 anni, in qualsiasi classifica, non solo italiana, non può mancare Roberto Baggio. Nato a Coldogno nel 1967, esplode alla Fiorentina realizzando ben 43 reti tra il 1988 e il 1990. Nel maggio 1990 passa alla rivale Juventus per la cifra record di 25 miliardi e mille polemiche. Alla Juventus resterà dal 1990 al 1995 per un totale di 200 presenze e 115 goal. Capitano dal 1992 al 1995, se ne andrà per dissapori con la dirigenza bianconera che deciderà di cederlo al Milan e puntare sull’emergente Alessandro Del Piero. Va detto che Baggio, nonostante i grandissimi meriti sportivi, ebbe sempre rapporti conflittuali con quasi tutti i suoi allenatori: da Eriksson a Trapattoni, da Lippi a Capello, da Ulivieri a Sacchi.  Nonostante gli infortuni, nella sua permanenza alla Juventus vince 1 campionato (1994-95), 1 Coppa Italia (1994-95) e 1 Coppa Uefa (1992-93). Moltissimi i riconoscimenti a livello individuale: dopo il Trofeo Bravo vinto con la Fiorentina, in bianconero viene premiato con 1 Pallone d’oro, 1 Fifa World Player, 2 Onze d’or e 1 World Soccer’s World Player of the Year. Ceduto al Milan vince subito lo scudetto 1995-96; negli anni successivi il Divin Codino vestirà le maglie di Bologna, Inter e Brescia, chiudendo la carriera nel 2004 con 291 reti segnati in 643 partite. Specialista in calci piazzati, ancora oggi è il secondo (dopo Francesco Totti) per reti su rigore in Serie A (68 su 83) e quarto a pari merito con Totti per punizione segnate (21 reti, dopo Mihakoliv, Pirlo e Del Piero). In Nazionale disputa 56 partite (con 27 reti) ottenendo un bronzo a Italia 1990 e un argento a USA 1994.

Gianluca Vialli

Nato a Cremona nel 1964, inizia la carriera proprio con la maglia Cremonese. Nel 1984 passa alla Sampdoria dove, insieme a Roberto Mancini, fa la storia del club: vince 3 Coppe Italia, 1 Scudetto (il primo e unico della squadra ligure), una Supercoppa italiana e una Coppa delle Coppe. In questi anni si attesta Capocannoniere della Coppa Italia (1988-1989, 13 gol), Capocannoniere della Coppa delle Coppe (1989-1990, 7 gol) e Capocannoniere della Serie A (1990-1991, 19 gol). Al termine della stagione 1991-1992 Vialli viene ceduto alla Juventus (dopo otto stagioni in blucerchiato) nell’ambito di un’operazione che porterà a Genova ben quattro giocatori (Mauro Bertarelli, Eugenio Corini, Michele Serena e Nicola Zanini) più conguaglio economico: fu il trasferimento più costoso dell’epoca. Alla Juventus forma un tridente d’attacco eccezionale con Baggio / Del Piero e Ravanelli. Vialli militerà alla Juventus dal 1992 al 1996, vestendo la fascia da capitano nella sua ultima stagione. In 145 presenze in bianconero segna 53 reti e vince di tutto: 1 Campionato (1994-1995), 1 Coppa Italia (1994-1995), 1 Supercoppa italiana (1995), 1 Coppa UEFA (1992-1993) e 1 UEFA Champions League (1995-1996). Conclude la carriera al Chelsea (dove sarà allenatore-giocatore) conquistando 1 Coppa d’Inghilterra, 1 Coppa di Lega inglese e 1 Supercoppa UEFA. Con la maglia della Nazionale è vincitore di un bronzo a Italia 1990, un bronzo agli Europei U-21 nel 1984 e un argento agli Europei U-21 nel 1986.

Antonio Conte

Giocatore della Juventus dal 1991 al 2004, capitano dal 1996 al 2001 e allenatore dal 2011 al 2014: stiamo parlando ovviamente di Antonio Conte. Nato a Lecce nel 1969, Antonio Conte arriva alla Juventus dopo 7 stagioni a Lecce. Grazie alla sua grinta e ai suoi inserimenti, diventa una pedina fondamentale della Juve di Trapattoni prima e di Lippi poi. Con l’addio di Vialli, diventa capitano nel 1996 e nel 2001 cede la fascia ad Alessandro Del Piero per incoraggiarlo in una periodo non facile della sua carriera. In 13 stagioni con la Juventus, colleziona 419 presenze segnando 44 reti. Un palmares infinito dove ripone 5 Campionati italiani (1994-1995, 1996-1997, 1997-1998, 2001-2002, 2002-2003), 1 Coppa Italia (1994-1995), 4 Supercoppe italiane (1995, 1997, 2002, 2003), 1 Coppa UEFA (1992-1993), 1 UEFA Champions League (1995-1996), 1 Coppa Intercontinentale (1996), 1 Supercoppa UEFA (1996) e 1 Coppa Intertoto UEFA (1999). Lasciato il calcio giocato, inizia una brillante carriera da allenatore che lo porterà tra il 2011 e il 2014 a sedere sulla panchina della sua Juventus. La società arrivava da un pessimo settimo posto sotto la guida di Luigi Delneri, ma Antonio Conte riesce a dare nuove vita ed energia allo spogliatoio e, grazie agli arrivi di Stephan Lichtsteiner, Andrea Pirlo e Arturo Vidal, realizza tre stagioni incredibili dove vince tre Scudetti consecutivi e 2 Supercoppe italiane (2012, 2013): un ciclo di vittorie tuttora in corso sotto la guida di Massimiliano Allegri. Per i suoi anni da allenatore della Juventus è stato premiato con 3 premi Panchina d’Oro e 3 premi Gran Galà del calcio AIC. Lasciata la Juventus guida la nazionale italiana agli Europei 2016 per poi passare alla guida del Chelsea dove vince un Campionato e una Coppa d’Inghilterra.

Alessandro Del Piero

Prendiamo una qualunque classica juventina… al primo posto troveremo sempre Alessandro Del Piero. Presenze? È il primo: 705 gare in bianconero, quasi 50 in più dell’inseguitore Gianluigi Buffon. Marcature in partite ufficiali? È il primo: ben 290 reti, ovvero oltre 100 in più rispetto a Giampiero Boniperti (182). Reti di giocatori juventini con la maglia della Nazionale? Ovviamente sempre Del Piero, con 27 goal in azzurro (in Nazionale e 4° a pari merito con Baggio per reti segnate e 10° per presenze in azzurro, 91).  Nato a Conegliano nel 1974, Alessandro Del Piero è stato uno del più grandi attaccanti del calcio italiano, con gesti tecnici e balistici di tale bellezza che ancora oggi vengono chiamati “gol alla Del Piero” quelli realizzati con un tiro ad effetto all’incrocio dei pali. Dopo una stagione al Padova in serie B, nell’estate del 1993 viene acquistato dalla Juventus (squadra di cui era tifoso), giocando una stagione dove alterna gare in prima squadra e gare con la Primavera. Con i cadetti vince lo scudetto e il torneo di Viareggio e dall’anno successivo passa definitivamente in prima squadra. Nonostante la giovane età dimostra uno straordinario talento: nel 1994 segna una tripletta con il Parma e il suo goal alla Fiorentina fu così memorabile da essere scelto dai tifosi, nel 2017, come rete più bella della storia della Juventus. A causa degli infortuni di Roberto Baggio ha occasione di giocare con più continuità e nel 1995 la società decide di puntare su di lui cedendo il Divin Codino al Milan. Inizia così uno dei suoi periodi migliori, costellato di goal e trofei. Il tutto fino al 1998 quando, in un Udinese-Juventus, Del Piero si infortuna gravemente al ginocchio sinistro rimanendo fuori dai campi di gioco per ben 9 mesi. Rinnova comunque il contratto con la Juve diventando il calciatore più pagato del mondo. La prima stagione dopo l’infortunio è un po’ altalenante, ma con il ritorno di Lippi, Pinturicchio ritrova la continuità formando con David Trezeguet la coppia d’attacco più prolifica d’Europa (40 gol in due). Nonostante le ottime prestazioni negli anni di Lippi, con l’arrivo di Fabio Capello, Alex parte spesso dalla panchina: pur giocando meno minuti, segna 37 reti in due stagioni. Nell’estate del 2006 vince la Coppa del Mondo con la nazionale segnando uno dei rigori decisivi e, quando la Juventus viene retrocessa d’ufficio per lo scandalo Calciopoli, decide di rimanere fedele alla sua maglia andando a disputare, da campione del mondo in carica, un campionato in serie B. Capocannoniere in Serie B, dopo la promozione si conferma capocannoniere anche in Serie A. Gioca alla Juventus altre 5 stagioni e a fine stagione 2011-2012 decide di lasciare la società dove ha militato ininterrottamente dal 1993 al 2012 per quasi vent’anni e di cui è stato capitano per 11 stagioni dal 2001 al 2012. A 38 suonati, ma ancora in ottima condizione atletica, decide di continuare a giocare qualche anno in campionati minori: due stagioni in Australia al Sydney FC (48 presenze e 24 goal) e una stagione in India con il Delhi Dynamos. Oltre alle squadre di club, ha avuto una brillante carriera anche in Nazionale partecipando a tre Mondiali (di cui uno vinto) e quattro Europei (con un Argento) di cui l’ultimo come capitano. Tra club e nazionale Del Piero ha giocato 897 partite segnando 359 reti (0,40 gol a partita). Il suo incredibile palmares comprende: 6 Scudetti (1994-1995, 1996-1997, 1997-1998, 2001-2002, 2002-2003, 2011-2012) più i 2 revocati (2004-2005, 2005-2006), 1 Coppa Italia (1994-1995), 4 Supercoppa italiana (1995, 1997, 2002, 2003), 1 Campionato di Serie B (2006-2007), 1 UEFA Champions League (1995-1996), 1 Coppa intercontinentale (1996, vinta grazie ad una sua rete), 1 Supercoppa UEFA (1996), 1 Coppa Intertoto UEFA (1999), oltre al Mondiale del 2006. Individualmente è stato premiato con 3 ESM Team of the Year, MVP Coppa Intercontinentale, Trofeo Bravo, 6 Oscar del calcio AIC/Gran Galà del calcio AIC, Golden Foot 2007, Pallone d’argento (2008-2009). Inserito 6 volte dei 50 candidati al Pallone d’oro, si è classificato 4° sia nel 1995 che nel 1996. È stato capocannoniere del Torneo di Francia (1997, 3 gol), della UEFA Champions League (1997-1998, 10 gol), della Coppa Italia (2005-2006, 5 gol), della Serie B (2006-2007, 20 gol), della Serie A (2007-2008, 21 gol). In tra parole: Alessandro Del Piero.

Gianluigi Buffon

Da uno dei più grandi attaccanti di sempre, ad uno dei più grandi portieri della storia del calcio. Gianluigi Buffon nasce a Carrara nel 1978, viene acquistato dal Parma per 15 milioni di lire a soli 13 anni come centrocampista. A 14 anni si sposta in porta dove giocherà da lì in poi. A 17 anni fa il suo debutto in serie A sostituendo l’infortunato Luca Bucci nella gara contro il Milan, preferito nell’occasione al secondo portiere Alessandro Nista. La gara finisce a reti inviolate e Buffon è il migliore in campo. Nella stagione successiva (1996-97) diventa il titolare della squadra emiliana. Nel 2001 viene comprato della Juventus per 75 miliardi di lire più Jonathan Bachini (valutato 30 miliardi) nell’acquisto più costoso della storia della Juve fino ad allora. Da lì in poi è storia: Buffon vestirà la maglia della Juventus dal 2001 al 2018, per un totale di 656 presenze, capitano dal 2012 ad oggi. Come Alessandro Del Piero, anche Gigi Buffon deciderà di scendere in Serie B con la Juve, pur essendo in quel momento il portiere più forte del mondo, campione del mondo in carica e vice-Pallone d’oro alle spalle di Cannavaro. Con Fabio Cannavaro e Liliam Thuram ha formato uno dei trii difensivi più forti di sempre, prima al Parma e poi alla Juventus. Altra difesa storica la formerà anni dopo con Leonardo Bonucci, Andrea Barzagli e Giorgio Chiellini, la proverbiale B-BBC vincitrice di record su record, tra i quali il record di imbattibilità nella Serie A a girone unico:  974 minuti nella stagione 2015-2016. Nei suoi anni al Parma aveva già messo in bacheca, nonostante la giovane età, 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa italiana e 1 Coppa UEFA; ma è negli anni con la Juve che diventa uno dei giocatori più titolati nella storia del calcio italiano: 9 Scudetti (2001-2002, 2002-2003, 2011-2012, 2012-2013, 2013-2014, 2014-2015, 2015-2016, 2016-2017, 2017-2018) + 2 revocati (2004-2005, 2005-2006), 1 Campionato di Serie B (2006-2007), 4 Coppe Italia (2014-2015, 2015-2016, 2016-2017, 2017-2018) e 5 Supercoppe Italiane (2002, 2003, 2012, 2013, 2015). Insieme ad Andrea Barzagli, Giorgio Chiellini, Stephan Lichtsteiner e Claudio Marchisio è l’unico calciatore nella storia del calcio italiano ad aver vinto 7 scudetti consecutivi e 4 Coppe italia consecutive. Con la maglia della nazionale, di cui è il giocatore con il maggior numero di presenze (176), ha partecipato a 5 mondiali (e se l’Italia si fosse qualificata a Russia 2018 sarebbe stato l’unico giocatore nella storia del calcio a partecipare 6 mondiali), quattro europei, due Confederation Cup: ha vinto il Mondiale di Germania 2006, Argento agli Europei 2012, Bronzo alla Confederations Cup 2013. Nelle giovanili ha vinto gli Europei Under-21 del 1996 e i Giochi del Mediterraneo del 1997 ed l’argento sia agli Europei U-18 del 1995 che a quelli U-16 del 1993. Premiato con il Trofeo Bravo (1998-1999), 16 Oscar del calcio AIC/Gran Galà del calcio AIC, 2 ESM Team of the Year, 3 volte Miglior giocatore UEFA, 5 volte nella Squadra dell’anno UEFA, 5 volte Portiere dell’anno IFFHS. È il calciatore con più minuti giocati nella Juventus in tutte le competizioni, il portiere con più partite consecutive senza subire gol in Serie A (10) e con più presenze nella storia della Serie A (640). È uno dei 25 calciatori nella storia del calcio ad aver superato le 1000 presenze in carriera: attualmente è 10° con 1074 presenze in 23 stagioni e con 884 goal subiti. Il 17 maggio 2018 ha annunciato di lasciare la Juventus al termine della stagione, ma non è ancora chiaro se lascerà il calcio giocato o proverà una nuova avventura all’estero.

Giorgio Chiellini

Con la partenza di Gigi Buffon, nella prossima stagione il capitano della Juventus sarà Giorgio Chiellini. Nato a Pisa nel 1984, Chiellini inizia la carriera al Livorno. Promosso in Serie A, viene acquistato dalla Juventus nel 2004, ma è subito girato in prestito alla Fiorentina. Esordisce con la maglia della Juventus l’anno successivo, a 21 anni, e da allora resta fedele ai colori bianconeri, compreso l’anno in serie B, diventandone sempre più titolare e leader della retroguardia. La consacrazione avviene del 2011 quando con l’arrivo di Antonio Conte viene a formarsi la cosiddetta BBC con Andrea Barzagli e Leonardo Bonucci: quel muro difensivo che lo ha portato a vincere, tra Conte e Allegri, sette scudetti consecutivi e quattro Coppe Italia consecutive. Il neo capitano ha già infatti alle spalle 472 presenze nei suoi 13 anni di Juventus dal 2005 a oggi, con la vittoria di 7 scudetti (2011-2012, 2012-2013, 2013-2014, 2014-2015, 2015-2016, 2016-2017, 2017-2018) + 1 revocato (2005-2006), 1 Campionato italiano di Serie B (2006-2007), 3 Supercoppa italiana (2012, 2013, 2015), 4 Coppa Italia (2014-2015, 2015-2016, 2016-2017, 2017-2018). Con la Nazionale ha disputato due Mondiali, tre Europei, due Confederations Cup e, con le giovanili, è medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atene 2004 e ha vinto l’Europeo 2003 U-19. Capitano a 34 anni, avrà il compito di dare continuità alla squadra dopo l’addio dei baluardi Buffon e Lichtsteiner.

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