Dracula – L’amore perduto: il mito rivive, ma senza mordere

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Dracula è uno dei personaggi più amati e sfruttati della storia del cinema. A meno di un anno dal Nosferatu di Robert Eggers, arriva sul grande schermo un’altra reinterpretazione del romanzo di Bram Stoker: Dracula – L’amore perduto, firmata da Luc Besson. Un titolo che già dichiara apertamente l’intento del regista: concentrarsi sull’aspetto romantico e tragico del Conte, più che sul suo lato mostruoso.

Sinossi

Nella Transilvania del XV secolo il principe Vlad, in procinto di partire per la guerra contro gli ottomani, chiede al Vescovo di vegliare sulla moglie durante la sua assenza. La tragedia, però, è inevitabile: Vlad trova infranta ogni speranza e, straziato dal dolore, rinnega Dio trasformandosi in una creatura immortale.
Quattro secoli dopo, Jonathan Harker, giovane avvocato, arriva al castello del Conte per perfezionare la vendita di un immobile a Parigi. Nella fotografia della moglie di Harker, Dracula riconosce la donna perduta e decide di raggiungerla, convinto che il destino gli stia offrendo una seconda possibilità.

Regia e sceneggiatura

Luc Besson è un autore che ha segnato gli anni ’90 con una serie di film iconici – Nikita, Léon, Il quinto elemento – capaci di coniugare visione estetica e racconto emotivo. La sua carriera successiva è stata più altalenante, tra incursioni nel cinema per ragazzi (Arthur e il popolo dei Minimei), biopic (The Lady) e digressioni fantascientifiche come Lucy e Valerian e la città dei mille pianeti.

Con Dogman sembrava aver ritrovato la propria voce: un film potente, originale, sorprendente. Dracula – L’amore perduto, purtroppo, rappresenta un nuovo passo indietro. Besson sceglie di riaffrontare una storia raccontata innumerevoli volte, senza riuscire a proporne un’interpretazione davvero innovativa o necessaria. Alcune idee interessanti ci sono, ma non bastano a giustificare una nuova trasposizione del mito.

Cast

Il vero valore aggiunto del film è Caleb Landry Jones, già straordinario protagonista di Dogman (compra qui il blu-ray/dvd). Qui interpreta Dracula con una dedizione totale, costruendo un personaggio tormentato, innamorato fino all’ossessione e imprigionato nella propria immortalità. La sua è una prova intensa, a tratti struggente, che meriterebbe un film più solido attorno.

Molto meno incisivo Christoph Waltz, nei panni di un prete-cacciatore di vampiri interpretato con sorprendente distacco, come se il ruolo non riuscisse a coinvolgerlo pienamente.
Zoë Bleu è una Mina corretta ma poco memorabile, mentre la sorpresa positiva è Matilda De Angelis, che dà energia e carattere a una reinterpretazione femminile di Renfield, tra le parti più riuscite del film.

Commento

Il paragone con Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola è inevitabile e, in un certo senso, dannoso: Besson ricalca più volte quell’estetica e quell’approccio romantico, senza però raggiungerne la forza visiva e la profondità emotiva.

Il suo Dracula mantiene comunque un’idea interessante: quella di un mostro nato da un atto di fede tradita, in lotta con Dio più che con gli uomini. Una scelta che inserisce il tema religioso con maggiore peso rispetto ad altre trasposizioni e che, in alcuni momenti, conferisce originalità alla narrazione.

Buoni anche alcuni elementi world-building, come i servitori gargoyle e un tono leggermente ironico che stempera la classicità del racconto. Tuttavia queste intuizioni si scontrano con una scelta poco comprensibile: eliminare quasi del tutto l’elemento horror. La paura è assente, la tensione minima, e per un film su Dracula questo rappresenta un limite significativo.

Anche le modifiche narrative – dall’ambientazione parigina alla trasformazione di alcuni personaggi – risultano più cosmetiche che sostanziali e non aggiungono molto all’immaginario del vampiro.

Conclusioni

Dracula – L’amore perduto non è un film brutto: ha un protagonista eccellente, qualche ottima intuizione e una confezione visiva elegante. Ma dopo oltre un secolo di cinema sul Principe delle Tenebre, servirebbe una svolta più coraggiosa per giustificare una nuova versione della storia.

L’uscita ravvicinata con il Nosferatu (compra qui) di Eggers – superiore sotto ogni punto di vista – non aiuta, anzi mette in risalto la mancanza di ambizione del film di Besson.

Un’opera che scorre piacevole, ma che non lascia davvero il segno. E soprattutto, che non colma alcun bisogno narrativo: il mito di Dracula aveva già detto molto, e meglio, altrove.

Trailer

Published By: Marco Frassinelli

Nonostante il suo lavoro di tutti i giorni sia legato alla telefonia e all'energia (www.grupporestart.it), Marco Frassinelli si occupa da anni di arte, cultura e intrattenimento, sia come blogger che come organizzatore di eventi. Ha collaborato all'organizzazione di decine di manifestazioni: Albissola Comics, Asylum Fantastic Fest, Video Festival Città di Imperia, Festival di Folklore e Cultura Horror AutunnoNero, Mostriamo il Cinema, Albenga Dreams, Fiera del Libro di Imperia... È direttore di Proxima no-profit, vice presidente del Cineforum Imperia e membro del consiglio direttivo di Ludo Ergo Sum - Tana dei Goblin Imperia e Comics & Art. Ha lavorato come blogger per Blogosfere (PianetaFumetto) e ha pubblicato su diverse riviste (L'Eco della Riviera, Tenebre", Fumo di China, Dylandogofili). Ha curato per Proxima l'editing dei libri "Sina. Je m'en fiche!" e "Io alla finestra della vita" ed è co-autore dei libri "Gibba e 'Lele' Luzzati" sul cinema d'animazione e "Sei nel West, Amigo!" sul cinema spaghetti western. È autore di articoli pubblicati su "Novissimo Zibaldino del Festival” (Mellophonium) e "L'arte del doppiaggio” (Felici Editori) e di fotografie pubblicate sul fotolibro “Gallieno Ferri – Photobook” (Forum ZTN). Ama viaggiare (è coordinatore Avventure nel mondo) e creare fotolibri dei suoi viaggi. Nel 2013 crea il sito ilblogger.it dove scrive principalmente di cinema e fumetti.