Giubileo del Volontariato: 50 anni del Movimento per la Vita

Sabato 8 marzo, in occasione del Giubileo del Volontariato, mi sono recato a Roma per festeggiare il 50° anniversario del Movimento per la Vita. La prevista udienza privata con il Papa, purtroppo, non ha avuto luogo a causa dei noti problemi di salute del Santo Padre, ma la giornata è stata comunque pregna di significato.

Ci siamo ritrovati di prima mattina in centinaia e centinaia in Piazza Pia per ritirare la bandiera e attraversare tutti insieme Via della Conciliazione. Dopo i controlli, siamo passati attraverso la Porta Santa e ciascuno ha preso posto nella bellissima Basilica di San Pietro.

L’intervento di Marina Casini, presidente del Movimento per la Vita

Qui, dopo una preghiera per il Papa presieduta dal Rev.do Sacerdote Don Francesco Coluccia, è intervenuta Marina Casini, Presidente del Movimento per la Vita Italiano nonché figlia di Carlo Casini, promotore originario del Movimento.

“Stiamo entrando nel cuore, proprio nell’intimità di questo momento di comunione, quindi permettetemi questo saluto che vi porto veramente con tutta me stessa. Buongiorno, benvenuti e un carissimo e cordialissimo saluto a tutti. Grazie. Grazie, grazie per essere qui! Siete arrivati qui giungendo da ogni parte d’Italia e non solo. C’è chi viene dalla Francia, dalla Spagna, dalla Slovacchia, dalla Polonia e saluto quindi gli amici della Federazione Europea One of us, uno di noi. C’è chi è qui venuto dal Burundi. C’è chi viene è venuto qui da oltre oceano sobbarcandosi quasi 20 ore di volo. Saluto gli amici della Federazione Internazionale Heartbeat International. Grazie a voi tutti per aver creduto in questo momento di unità. Grazie a chi lo ha reso possibile spendendosi davvero tanto con generosità per organizzare tutto e a tutti voi un grande immenso abbraccio.

Vorrei dirvi poche e semplici cose, ma prima di tutto permettetemi di ricordare che qui il popolo della Vita è ampiamente rappresentato a far festa, vivendo questo momento di profonda comunione per i primi 50 anni del Movimento per la Vita, che come sapete è germogliato dal primo centro di aiuto alla vita sotto a Firenze nel 1975 e che porta il nome di una ragazza fiorentina, oggi venerabile, Maria Cristina Ogier. A far festa, dicevo, ci sono tanti amici, molti dei quali rappresentano movimenti e associazioni. Questo gesto di condivisione, questa partecipazione è molto eloquente.

Cosa c’è di più bello che raccogliersi insieme attorno al bene che più di ogni altro ci unisce? Il valore dell’esistenza umana, cioè di ogni essere umano, cioè di ogni persona. Del resto, di fronte alla grandezza dei problemi emergenti, il Movimento per la Vita non è stato pensato come un’associazione separata, distinta dalle altre, chiusa, ma è stato pensato e voluto come lievito che fermenta la società, come motore di avviamento di una nuova progettualità: la civiltà della verità e dell’amore che vuole porre l’uomo al centro e che quindi privilegia il povero, l’emarginato, lo scartato. Lo sguardo su colui che non è ancora nato e la protezione di quella primordiale solidarietà che unisce la mamma al figlio che culla in grembo, è la leva che muove questa nuova progettualità. L’idea di pervasività oltre i confini di gruppi direttamente impegnati è espressa con una definizione dei centri di aiuto alla vita, una definizione molto bella: i centri di aiuto alla vita sono espressione di un’intera comunità che accoglie.

Siamo un popolo, un popolo che vuole riconoscersi e vivere la dimensione comunitaria in un impegno grandioso con tutta la Chiesa e che con la Chiesa vuole dire al mondo che ogni figlio è prezioso, che ogni uomo ha in sé stesso un valore incommensurabile. Molti di questi figli preziosi sono qui con noi, insieme alle loro mamme e ai loro papà. Pensate che in questi 50 anni i centri di aiuto alla vita, come il Progetto Gemma, SOS Vita o le case di accoglienza, hanno incontrato un milione di donne, sostenuto coppie e famiglie, restituendo loro coraggio, serenità e libertà quando le difficoltà incombevano e la cultura dello scarto tentava, con i suoi inganni. Grazie a questo volontariato sono nati 280.000 bambini.

La nostra comunione abbraccia con vigore, tenerezza e tanto calore anche Papa Francesco. Egli non è presente fisicamente, ma lo è nella comunione della Chiesa e quindi sappiamo che è con noi. Gli giungano tutta la nostra vicinanza, gratitudine e preghiera. Molto probabilmente il Santo Padre ci parlerà attraverso un suo messaggio e noi abbiamo per lui un duplice dono: un volume intitolato Il magistero di Papa Francesco sulla vita nascente, che raccoglie i suoi interventi sull’accoglienza dei bambini non ancora nati, e un’icona che daremo anche a Sua Eminenza il Cardinale Pietro Parolin, un’icona raffigurante la Visitazione del pittore fiammingo Rogier Van der Weyden.

Nel giorno in cui tutto il mondo esalta la donna, quale migliore riflessione di quella che vede la donna alleata del figlio che culla in grembo? Questo momento, carissime amiche e carissimi amici, è davvero ricco di significato. Vogliamo andare in profondità nel cuore del volontariato per la vita e uscirne rafforzati, maggiormente motivati, in qualche modo rinnovati, purificati. È molto bello che nella solennità del Giubileo della speranza che non delude, cadano proprio i 50 anni del Movimento per la Vita, che sono un inno alla vita. Un inno ricco, carico di speranza, vita e speranza, le ali della pace.

Come si può stare dalla parte dei più fragili e scartati degli uomini, proteggere la primordiale solidarietà, quella tra la mamma e il bambino che porta in seno, se non siamo quotidianamente nutriti di speranza, di quella speranza che non delude? La speranza ci porta a guardare con serena fiducia al futuro. Questi primi 50 anni sono un dono, un dono alla Chiesa, un dono alla società, una festa per il popolo della vita. La speranza in atto è quella che costruisce il futuro, la storia che ci ha fatto incontrare, conoscere, gioire, faticare, collaborare. È l’occasione per ricaricarci, rinnovare energie e motivazioni per le quali vale la pena spendersi per costruire un nuovo umanesimo. Questi 50 anni sono la strada che ci ha visto, che ci vede e che ci vedrà camminare insieme. A 50 anni dall’inizio del Movimento per la Vita, nel ricordo del tanto lavoro compiuto e consapevoli di quello che c’è ancora da fare, dobbiamo far emergere a livello collettivo la bellezza di quella spiritualità della vita che Carlo Casini definiva così: nel cuore delle nostre coscienze ci ha fatto ripetere, anche nei momenti di stanchezza, “Qualunque cosa avrete fatto a uno dei miei fratelli più piccoli, l’avete fatta a me.”

La Messa, che dopo il Santo Rosario ci vedrà insieme attorno al banchetto eucaristico, celebrata dal Segretario di Stato, Sua Eminenza il Cardinale Pietro Parolin, che ringraziamo, è il culmine del nostro incontro. Sempre Carlo Casini scriveva: “Se il valore dell’esistere è la conseguenza della dignità umana, allora si può affermare che l’abisso della dignità umana è percepito contemplando l’Eucaristia e che il mysterium fidei fonda nella maniera più irresistibile il diritto alla vita. Ogni uccisione dell’uomo appare in questa luce in tutta la sua gravità, tanto più acuta e inaccettabile quando la parola di amore di Dio, l’uomo che dal nulla compare all’esistenza, il concepito, è stata appena pronunciata. Egli è già uomo, non speranza di uomo, è speranza di Dio, tutta intera, incontaminata, non tradita. Si comprende allora che il servizio alla vita, in particolare alla vita nascente, si radica nell’Eucaristia. Oltre a fondare il valore dell’uomo, essa indica l’inevitabile comportamento conseguente. Spezzare il pane significa condividere. Il diritto alla vita vincerà nella condivisione, nello spezzare il pane di un’intera comunità. Ciò richiede una forza, una tenacia, una convinzione che solo l’Eucaristia sa dare.”

Allora, carissime e carissimi, grazie ancora con tutto il cuore a ciascuno di voi per esserci. Grazie anche a coloro che non sono potuti venire, ma sono, lo sappiamo, in comunione comunque con noi. E allora, custodiamo la comunione nella gioia e nella speranza che non delude.”

Tre libri di Carlo Casini:
La cultura della vita. Quarant’anni di pensiero per il rinnovamento della società
Il più povero tra i poveri è uno di noi non ancora nato
Vita nascente e misericordia

Il saluto di Papa Francesco

Dopo questo interessante e importante intervento, ha avuto inizio il momento più significativo della giornata: la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Em.za Rev.ma Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità. Durante l’omelia, il Cardinale Parolin ha dato lettura di un bellissimo messaggio inviato da Papa Francesco direttamente dal Policlinico Gemelli.

“Care sorelle e cari fratelli del Movimento per la vita, vi ringrazio del vostro ricordo nella preghiera. Grazie di cuore. Vi saluto tutti, in particolare la presidente, signora Marina Casini e i membri del direttivo. Conosco il valore del servizio che rendete alla Chiesa e alla società insieme alla solidarietà concreta vissuta con lo stile della vicinanza e della prossimità alle mamme in difficoltà per una gravidanza difficile o inattesa. Voi promuovete la cultura della vita in senso ampio e cercate di farlo con franchezza, amore e tenacia, tenendo strettamente unita la verità alla carità verso tutti. Vi guidano in questo gli esempi e gli insegnamenti di Carlo Casini che aveva fatto del servizio alla vita il centro del suo apostolato laicale e del suo impegno politico. L’occasione che vi ha radunati a Roma è importante: il 50º anniversario del Movimento per la vita, il cui primo germoglio è stato il Centro di aiuto alla vita, nato a Firenze nel 1975. Da allora in tutta Italia i centri di aiuto alla vita si sono moltiplicati e ad essi si sono aggiunti le case di accoglienza, i servizi SOS Vita, il progetto Gemma e le culle per la vita. Innumerevoli iniziative sono state intraprese per promuovere a tutti i livelli della società la cultura dell’accoglienza e dei diritti dell’uomo.

Perciò vi incoraggio a portare avanti la tutela sociale della maternità e l’accoglienza della vita umana in ogni sua fase. In questo mezzo secolo, mentre sono diminuiti alcuni pregiudizi ideologici ed è cresciuta tra i giovani la sensibilità per la cura del creato, purtroppo si è diffusa la cultura dello scarto. Pertanto c’è ancora e più che mai bisogno di persone di ogni età che si spendano concretamente al servizio della vita umana, soprattutto quando è più fragile e vulnerabile, perché essa è sacra, creata da Dio per un destino grande e bello. E perché una società giusta non si costruisce eliminando i nascituri indesiderati, gli anziani non più autonomi o i malati incurabili.

Care sorelle e cari fratelli siete venuti da tante parti d’Italia per rinnovare ancora una volta il vostro sì alla civiltà dell’amore. Consapevoli che liberare le donne dai condizionamenti che le spingono a non dare alla luce il proprio figlio è un principio di rinnovamento della società civile. È sotto gli occhi di tutti, infatti, come oggi la società sia strutturata sulle categorie del possedere, del fare, del produrre e dell’apparire. Il vostro impegno, in armonia con quello di tutta la Chiesa, indica una progettualità diversa che pone al centro la dignità della persona e privilegia chi è più debole. Il concepito rappresenta per eccellenza ogni uomo e donna che non conta, che non ha voce. Mettersi dalla sua parte significa farsi solidali con tutti gli scartati del mondo e lo sguardo del cuore che lo riconosce come uno o una di noi è la leva che muove questa progettualità. Continuate a scommettere sulle donne, sulla loro capacità di accoglienza, di generosità e di coraggio. Le donne devono poter contare sul sostegno dell’intera comunità civile ed ecclesiale e i centri di aiuto alla vita possono diventare un punto di riferimento per tutti.

Vi ringrazio per le pagine di speranza e di tenerezza che aiutate a scrivere nel libro della storia e che rimangono incancellabili, portano e porteranno tanti frutti. Che il Signore vi benedica e la Vergine Santa vi custodisca. Affido ciascuno di voi, i vostri gruppi e il vostro impegno all’intercessione di Santa Teresa di Calcutta, presidente spirituale dei movimenti per la vita nel mondo e non dimenticatevi di pregare per me. Grazie.” Roma dal Policlinico Gemelli il 5 marzo 2025.

L’omelia del Cardinale Pietro Parolin

Dopo un lunghissimo applauso di tutta l’assemblea al messaggio di Papa Francesco, il Cardinale Pietro Parolin ha aggiunto anche il suo contributo sull’argomento.

“Cari fratelli e sorelle, non è necessario aggiungere molte cose a quello che il Papa vi ha detto. Vi ha già detto tutto, ha ricordato il passato e vi ha lanciato anche verso il futuro. Ma da parte mia, aggiungo soltanto alcune brevi parole. Vorrei invitarvi ad avere sempre davanti agli occhi e ben radicata nel cuore la parola di Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” Ecco, Gesù si definisce la vita: “Io sono la vita.” Questa espressione manifesta l’identità profonda di Gesù come fonte di vita eterna e di salvezza per tutti gli esseri umani. Non si tratta soltanto della vita terrena, ma della vita piena che trascende la morte fisica e apre alla dimensione spirituale ed eterna. Gesù afferma di essere l’unico cammino che porta alla vera vita, quella che proviene da Dio e che si realizza attraverso una relazione intima con Lui. E la vita che Gesù offre non è solo una realtà futura, ma una realtà che si realizza qui e ora per chi accoglie il suo messaggio e cammina sulla via che Lui ha tracciato. Egli è capace di donare significato e speranza in ogni circostanza della nostra esistenza.

Con i movimenti per la vita sparsi per tutta Italia, voi annunciate la vita come il bene prezioso da vivere in pienezza. Nei centri di aiuto alla vita e nelle case di accoglienza, voi aprite i vostri cuori a donne e mamme che vivono situazioni e momenti di grande fragilità. Con SOS Vita siete sempre pronti a rispondere a chiunque bussi, nell’incertezza e disperazione, alla porta della vostra intelligenza e del vostro cuore. Nell’ascolto delle donne e delle mamme, voi vi fate compagni di viaggio, facendo sentire la vicinanza di Gesù che ama le loro vite e le vite nascoste nel loro grembo. Tante sono le difficoltà che quotidianamente dovete affrontare, ma non scoraggiatevi mai. Non scoraggiatevi mai, perché colui che è la vita vi dà la vita e ve la dà in abbondanza. Gli oltre 270.000 bambini da voi aiutati a nascere — vedo che ce ne sono molti anche in mezzo a voi, li saluto tutti in maniera particolare — sono la testimonianza eloquente del vostro nutrirvi del Signore della vita.

50 anni di vita per la vita, 50 anni di grazia. Tanti gli incontri, tante le strade aperte. I giovani del movimento costituiscono la speranza del vostro cammino in divenire, carico di entusiasmo e di vita. Non stancatevi di seminare il bene. Continuate con coraggio, con impegno. Non stancatevi di seminare il bene.

Cari volontari del Movimento per la Vita italiano, oggi, nel Giubileo della Speranza, vi viene offerta una grande opportunità: quella di guardare a voi stessi e agli altri con occhi nuovi, con gli occhi di Cristo. Passare per la Porta Santa significa passare per la sua vita, e questa vita ci offre una visione nuova, che ci permette di riconoscere la nostra dignità, la nostra bellezza e la nostra chiamata a vivere in pienezza, perché siamo figli di Dio, creati a sua immagine.

Come non ricordare, infine, anch’io, già lo ha fatto il Papa, il vostro amato fondatore Carlo Casini? Le sue parole e azioni sono sempre state incentrate sulla dignità della persona e sul rispetto della vita in ogni sua fase. Egli ha espresso alcuni concetti fondamentali che mi permetto di riprendere a modo di conclusione di questa nostra riflessione: il valore inviolabile della vita umana. Ogni essere umano, indipendentemente dalle sue condizioni, possiede una dignità intrinseca che non può mai essere messa in discussione. In questo senso, la vita umana non è disponibile né per la società, né per l’individuo, né per lo Stato. La sua difesa è un dovere morale e civile per tutti. La difesa del diritto alla vita dal concepimento. Carlo Casini ha sempre affermato che la vita inizia dal momento del concepimento e ogni feto ha il diritto di essere protetto e accompagnato verso la nascita. Si opponeva fermamente all’aborto, sostenendo che il diritto alla vita deve essere garantito a ogni essere umano, anche se ancora nel grembo materno. E ancora l’importanza della famiglia: la famiglia che è il primo luogo in cui la vita deve essere accolta e tutelata. La famiglia è la cellula fondamentale della società, e la difesa della famiglia passa esattamente attraverso la promozione della vita, sia quella nascente che quella che si sviluppa e cresce. Ed infine, la lotta contro la cultura della morte. Carlo Casini criticava fortemente quella che chiamava la cultura della morte, che si manifesta in pratiche come l’aborto, l’eutanasia e in una mentalità che vede la vita come qualcosa di relativo, da scegliere o terminare a seconda delle circostanze. Per lui, la cultura della vita doveva essere una risposta, una sfida a questa visione distruttiva.

Che il Signore vi dia davvero la forza di vivere questa visione integrale dell’uomo ogni giorno, abbracciando tutte le dimensioni della vostra esistenza e mettendole al servizio del suo amore, promuovendo, custodendo, tutelando e servendo la vita. In questo cammino vi accompagni la Vergine Santa e così sia.”

La ripresa video degli interventi

Published By: Marco Frassinelli

Nonostante il suo lavoro di tutti i giorni sia legato alla telefonia e all'energia (www.grupporestart.it), Marco Frassinelli si occupa da anni di arte, cultura e intrattenimento, sia come blogger che come organizzatore di eventi. Ha collaborato all'organizzazione di decine di manifestazioni: Albissola Comics, Asylum Fantastic Fest, Video Festival Città di Imperia, Festival di Folklore e Cultura Horror AutunnoNero, Mostriamo il Cinema, Albenga Dreams, Fiera del Libro di Imperia... È direttore di Proxima no-profit, vice presidente del Cineforum Imperia e membro del consiglio direttivo di Ludo Ergo Sum - Tana dei Goblin Imperia e Comics & Art. Ha lavorato come blogger per Blogosfere (PianetaFumetto) e ha pubblicato su diverse riviste (L'Eco della Riviera, Tenebre", Fumo di China, Dylandogofili). Ha curato per Proxima l'editing dei libri "Sina. Je m'en fiche!" e "Io alla finestra della vita" ed è co-autore dei libri "Gibba e 'Lele' Luzzati" sul cinema d'animazione e "Sei nel West, Amigo!" sul cinema spaghetti western. È autore di articoli pubblicati su "Novissimo Zibaldino del Festival” (Mellophonium) e "L'arte del doppiaggio” (Felici Editori) e di fotografie pubblicate sul fotolibro “Gallieno Ferri – Photobook” (Forum ZTN). Ama viaggiare (è coordinatore Avventure nel mondo) e creare fotolibri dei suoi viaggi. Nel 2013 crea il sito ilblogger.it dove scrive principalmente di cinema e fumetti.