
Può un documentario raccontare il mondo reale senza utilizzare neppure un’immagine reale? È da questo apparente paradosso che nasce Post Truth, il lungometraggio del regista turco Alkan Avcıoğlu, realizzato interamente attraverso strumenti di intelligenza artificiale.
Presentato nel 2025 e accolto in numerosi festival internazionali, Post Truth rappresenta uno degli esperimenti più interessanti nel rapporto tra cinema e nuove tecnologie. Non soltanto per il modo in cui è stato prodotto, ma soprattutto per quello che cerca di raccontare.
Il film, della durata di 102 minuti, esplora infatti il nostro rapporto con la tecnologia, l’informazione e la verità, interrogandosi su come siamo arrivati a vivere in una società nella quale distinguere i fatti dalla loro rappresentazione diventa sempre più difficile.
Un documentario senza immagini reali
La particolarità di Post Truth è che nessuna delle immagini che vediamo sullo schermo è stata ripresa con una cinepresa. Tutto è stato generato artificialmente, così come le componenti sonore e musicali.
Il progetto ha richiesto circa 15 mesi di lavorazione, partendo da oltre 60 ore di materiale video generato con l’intelligenza artificiale e più di mille composizioni musicali realizzate attraverso la stessa tecnologia.
Ma sarebbe riduttivo considerarlo soltanto una dimostrazione delle possibilità raggiunte dall’IA generativa.
Avcıoğlu, che ha scritto il film insieme a Vikki Bardot, ha scelto consapevolmente di utilizzare immagini sintetiche per raccontare un mondo nel quale le immagini stesse hanno progressivamente perso il loro valore di testimonianza.
Un tempo una fotografia o un filmato costituivano, almeno nell’immaginario collettivo, una prova di ciò che era realmente accaduto. Oggi sappiamo che non è necessariamente così.
E allora cosa succede quando persino un documentario, il genere cinematografico che più associamo alla rappresentazione della realtà, rinuncia completamente alle immagini reali?
Cinema, fake news e post-verità
Il titolo del film richiama il concetto di post-verità, una condizione nella quale i fatti oggettivi rischiano di diventare meno influenti delle emozioni, delle convinzioni personali e delle narrazioni che scegliamo di accettare.
Attraverso un percorso che tocca la rivoluzione industriale, lo sviluppo dei mezzi di comunicazione e l’affermazione delle grandi aziende tecnologiche, Post Truth cerca di ricostruire il rapporto sempre più complesso tra esseri umani, tecnologia e informazione.
Il regista si confronta con un mondo dominato dai social network, dalla sovrabbondanza di notizie, dagli algoritmi e dalla crescente difficoltà nel distinguere contenuti autentici e artificiali.
La provocazione è evidente: per raccontare una realtà sempre più manipolata, il cinema sceglie di utilizzare immagini che sono esse stesse il risultato di una manipolazione.
Non è soltanto una riflessione sull’intelligenza artificiale, ma sul nostro modo di guardare, interpretare e credere a ciò che ci viene mostrato.

Da Godfrey Reggio a Chris Marker: un esperimento cinematografico
Nonostante l’innovazione tecnologica, Post Truth affonda le proprie radici nella storia del cinema.
Tra i riferimenti dichiarati figurano Godfrey Reggio, autore di Koyaanisqatsi, Chris Marker e Adam Curtis, cineasti che hanno utilizzato il documentario e il film-saggio per interpretare le trasformazioni della società contemporanea.
L’opera richiama inoltre l’immaginario di registi come Jean-Luc Godard, Andrej Tarkovskij, Terry Gilliam e John Carpenter.
È proprio questo legame con la tradizione cinematografica a rendere interessante il progetto: l’intelligenza artificiale non viene utilizzata soltanto per produrre immagini spettacolari, ma diventa uno strumento attraverso cui sperimentare un diverso linguaggio visivo.
Nelle intenzioni del regista, la tecnologia non deve essere celebrata in quanto tale, ma utilizzata per mettere in discussione il rapporto tra rappresentazione e realtà.
Un film che ha già fatto parlare di sé
Post Truth ha avuto una distribuzione cinematografica in Turchia nel 2025, prima di iniziare il proprio percorso internazionale con il Warsaw Film Festival.
Tra le manifestazioni che lo hanno ospitato figura anche il Festival dei Popoli di Firenze, dove è stato presentato in anteprima italiana il 7 novembre 2025.
Il film ha inoltre ottenuto il premio del pubblico al FrontDoc International Documentary Film Festival e il riconoscimento come miglior lungometraggio d’arte all’Asolo Art Film Festival del 2026.
La stampa specializzata internazionale ha dedicato attenzione al progetto, evidenziandone tanto il carattere pionieristico quanto le implicazioni per il futuro del linguaggio cinematografico.
La sua accoglienza dimostra quanto il confronto tra cinema tradizionale e intelligenza artificiale sia ormai entrato anche nel circuito dei festival e della critica cinematografica.

L’intelligenza artificiale cambierà il cinema?
La questione sollevata da Post Truth va ben oltre il singolo film.
Negli ultimi anni il dibattito sull’intelligenza artificiale nel cinema si è concentrato soprattutto sui suoi possibili effetti sull’industria: il futuro degli attori, il lavoro degli sceneggiatori, gli effetti speciali e il rischio di sostituire la creatività umana con processi automatizzati.
Il film di Avcıoğlu propone una prospettiva diversa. E se l’intelligenza artificiale non fosse soltanto uno strumento per realizzare più velocemente prodotti già esistenti, ma permettesse di sperimentare forme cinematografiche differenti?
Naturalmente rimangono aperte molte questioni, dalla proprietà intellettuale alla natura dell’autorialità, fino al valore di immagini create senza un rapporto diretto con il mondo fisico.
Ma proprio per questo Post Truth appare come un’opera significativa nell’attuale fase di trasformazione del cinema.
Non è necessario considerare l’intelligenza artificiale il futuro inevitabile della settima arte per riconoscere che lavori di questo tipo pongono domande importanti.
Se non possiamo più fidarci automaticamente delle immagini, come cambierà il nostro modo di guardare il cinema?
È probabilmente questa la domanda più interessante che Post Truth lascia aperta.
Post Truth (2025)
- Regia: Alkan Avcıoğlu
- Sceneggiatura: Alkan Avcıoğlu, Vikki Bardot
- Produzione: Spongeworthy Studio
- Paese: Turchia
- Durata: 102 minuti
- Lingua originale: inglese
- Sito ufficiale: https://www.posttruthmovie.com/

