
Si è appena conclusa la cerimonia di consegna dei Premi Oscar 2025, condotta da Conan O’Brien. Molti premi erano ampiamente prevedibili, ma non sono mancate alcune sorprese. Ecco tutti i vincitori, categoria per categoria, con un mio commento.
Miglior film
- 🏆 Anora, regia di Sean Baker
- The Brutalist, regia di Brady Corbet
- A Complete Unknown, regia di James Mangold
- Conclave, regia di Edward Berger
- Dune – Parte due (Dune: Part Two), regia di Denis Villeneuve
- Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard
- Io sono ancora qui (Ainda estou aqui), regia di Walter Salles
- I ragazzi della Nickel (Nickel Boys), regia di RaMell Ross
- The Substance, regia di Coralie Fargeat
- Wicked, regia di Jon M. Chu
Alcuni film erano fuori dai giochi per questioni extra cinematografiche (Emilia Pérez), altri difficilmente avrebbero potuto spuntarla (Wicked, che già era una sorpresa in nomination). The Substance e Dune – Parte due mi sono piaciuti molto, ma non li ho mai visti come veri contendenti per la vittoria. A Complete Unknown è un buon film, ma non da Oscar. La sfida era tra The Brutalist, Io sono ancora qui, I ragazzi della Nickel e Anora.
Non avendo ancora visto il film di Sean Baker, non potevo immaginare che avrebbe trionfato in maniera così netta, aggiudicandosi anche Miglior regia, Miglior sceneggiatura originale e Miglior montaggio. Un risultato che conferma l’altissimo livello del film. Non vedo l’ora di recuperarlo.
Miglior regista
- 🏆 Sean Baker – Anora
- Jacques Audiard – Emilia Pérez
- Brady Corbet – The Brutalist
- Coralie Fargeat – The Substance
- James Mangold – A Complete Unknown
Come per il Miglior film, la vittoria di Sean Baker suggella la sua definitiva consacrazione. Dopo essersi fatto notare con Un sogno chiamato Florida, il regista indipendente porta a casa l’Oscar, forte anche della Palma d’Oro vinta a Cannes.

Miglior attore protagonista
- 🏆 Adrien Brody – The Brutalist
- Timothée Chalamet – A Complete Unknown
- Colman Domingo – Sing Sing
- Ralph Fiennes – Conclave
- Sebastian Stan – The Apprentice – Alle origini di Trump (The Apprentice)
Premio scontato: nonostante le polemiche per l’uso dell’IA nel migliorare la sua pronuncia, Adrien Brody torna a vincere l’Oscar a oltre vent’anni di distanza da Il pianista.
Miglior attrice protagonista
- 🏆 Mikey Madison – Anora
- Cynthia Erivo – Wicked
- Karla Sofía Gascón – Emilia Pérez
- Demi Moore – The Substance
- Fernanda Torres – Io sono ancora qui (Ainda estou aqui)
Per settimane, la vittoria sembrava destinata a Karla Sofía Gascón, che avrebbe fatto la storia come prima attrice transgender a vincere l’Oscar in questa categoria. Tuttavia, alcune vecchie dichiarazioni controverse hanno cambiato le carte in tavola. Il premio è andato invece a Mikey Madison per Anora. Non avendo ancora visto il film, non posso giudicare la sua performance, ma tra le altre candidate avrei premiato Fernanda Torres per Io sono ancora qui, senza dimenticare l’ottima interpretazione di Demi Moore.
Miglior attore non protagonista
- 🏆 Kieran Culkin – A Real Pain
- Jurij Borisov – Anora
- Edward Norton – A Complete Unknown
- Guy Pearce – The Brutalist
- Jeremy Strong – The Apprentice – Alle origini di Trump (The Apprentice)
La concorrenza era agguerrita, ma non avevo dubbi sulla vittoria di Kieran Culkin. La sua interpretazione di Benji Kaplan è stata magistrale alternando tutta una serie di emozioni, dalla rabbia alla tristezza, dall’euforia al dolore. Il tutto in maniera naturale e con un velo costante di tristezza in fondo agli occhi.
Miglior attrice non protagonista
- 🏆 Zoe Saldana – Emilia Pérez
- Monica Barbaro – A Complete Unknown
- Ariana Grande – Wicked
- Felicity Jones – The Brutalist
- Isabella Rossellini – Conclave
Come avevo anticipato nella mia recensione di Emilia Pérez, Zoe Saldana è la vera protagonista del film. La sua interpretazione è stata intensa e coinvolgente, rendendo la sua vittoria assolutamente meritata.

Miglior sceneggiatura non originale
- 🏆 Peter Straughan – Conclave
- Jacques Audiard, Thomas Bidegain, Léa Mysius e Nicolas Livecchi – Emilia Pérez
- Greg Kwedar, Clint Bentley, Clarence Maclin e John “Divine G” Whitfield – Sing Sing
- James Mangold e Jay Cocks – A Complete Unknown
- RaMell Ross e Joslyn Barnes – I ragazzi della Nickel (Nickel Boys)
Tratto dal romanzo di Robert Harris, Conclave aveva dalla sua una solida base narrativa. Del resto, quasi tutti i libri di Harris sono stati adattati per il grande schermo (Enigma, L’uomo nell’ombra, L’ufficiale e la spia, Monaco – Sull’orlo della guerra). Speriamo solo che questo Conclave rimanga l’unico dell’anno…
Miglior sceneggiatura originale
- 🏆 Sean Baker – Anora
- Moritz Binder, Tim Fehlbaum e Alex David – September 5 – La diretta che cambiò la storia (September 5)
- Brady Corbet e Mona Fastvold – The Brutalist
- Jesse Eisenberg – A Real Pain
- Coralie Fargeat – The Substance
Non avendo ancora visto Anora, mi fido del giudizio dell’Academy. Tra i candidati, il mio preferito era A Real Pain: una sceneggiatura brillante, capace di affrontare temi profondi con leggerezza, senza mai scadere nel melodramma.


Miglior film internazionale
- 🏆 Io sono ancora qui (Ainda estou aqui), regia di Walter Salles (Brasile)
- Flow – Un mondo da salvare (Straume), regia di Gints Zilbalodis (Lettonia)
- Pigen med nålen, regia di Magnus von Horn (Danimarca)
- Il seme del fico sacro (Dāne-ye anjīr-e ma’ābed), regia di Mohammad Rasoulof (Germania)
- Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard (Francia)
Non ero sicuro che riuscisse a battere Emilia Pérez e Il seme del fico sacro, ma sono felice per la vittoria di Io sono ancora qui: un film toccante e necessario.
Miglior film d’animazione
- 🏆 Flow – Un mondo da salvare (Straume), regia di Gints Zilbalodis
- Il robot selvaggio (The Wild Robot), regia di Chris Sanders
- Inside Out 2, regia di Kelsey Mann
- Wallace e Gromit – Le piume della vendetta (Wallace & Gromit: Vengeance Most Fowl), regia di Nick Park e Merlin Crossingham
- Memoir of a Snail, regia di Adam Elliot
La vittoria di Flow – Un mondo da salvare era nell’aria. Inside Out 2 e Wallace & Gromit – Le piume della vendetta non sono stati all’altezza dei loro predecessori, mentre Memoir of a Snail era forse troppo di nicchia. L’unico vero rivale poteva essere Il robot selvaggio, che condivide con Flow il tema della cooperazione tra specie diverse per la sopravvivenza.


Miglior fotografia
- 🏆 Lol Crawley – The Brutalist
- Jarin Blaschke – Nosferatu
- Greig Fraser – Dune – Parte due (Dune: Part Two)
- Paul Guilhaume – Emilia Pérez
- Edward Lachman – Maria
Per questa categoria avrei premiato Nosferatu, ma anche Dune – Parte due ed Emilia Pérez avevano una fotografia di altissimo livello. La scelta di The Brutalist è comunque comprensibile, grazie alla sua estetica rigorosa e alle atmosfere visivamente suggestive.
Miglior scenografia
- 🏆 Nathan Crowley (scenografia) e Lee Sandales (arredamento) – Wicked
- Judy Becker (scenografia) e Patricia Cuccia (arredamento) – The Brutalist
- Suzie Davies (scenografia) e Cynthia Sleiter (arredamento) – Conclave
- Craig Lathrop (scenografia) e Beatrice Brentnerová (arredamento) – Nosferatu
- Patrice Vermette (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Dune – Parte due (Dune: Part Two)
Anche Dune – Parte due vantava una scenografia spettacolare, ma il premio a Wicked è meritato: la ricostruzione visiva del mondo di Oz è imponente e fiabesca.
Migliori costumi
- 🏆 Paul Tazewell – Wicked
- Lisy Christl – Conclave
- Linda Muir – Nosferatu
- Arianne Phillips – A Complete Unknown
- Janty Yates e Dave Crossman – Il gladiatore II (Gladiator II)
A parte Il gladiatore II, tutti i film in gara avevano ottimi costumi, ma nessuno particolarmente memorabile. Se avessi dovuto scommettere, avrei puntato su Nosferatu o A Complete Unknown, ma il premio a Wicked è comprensibile, grazie all’uso creativo dei costumi nel contesto fantasy.
Migliori trucco e acconciatura
- 🏆 Pierre-Oliver Persin, Stéphanie Guillon e Marilyne Scarselli – The Substance
- Julia Floch Carbonel, Emmanuel Janvier e Jean-Christophe Spadaccini – Emilia Pérez
- Frances Hannon, Laura Blount e Sarah Nuth – Wicked
- Mike Marino, David Presto e Crystal Jurado – A Different Man
- David White, Traci Loader e Suzanne Stokes-Munton – Nosferatu
Una delle categorie più competitive dell’anno, con lavori di trucco prostetico straordinari in A Different Man, Nosferatu ed Emilia Pérez. The Substance si porta a casa la statuetta, e il riconoscimento è pienamente meritato.
Migliori effetti visivi
- 🏆 Paul Lambert, Stephen James, Rhys Salcombe e Gerd Nefzer – Dune – Parte due (Dune: Part Two)
- Eric Barba, Nelson Sepúlveda-Fauser, Daniel Macarin e Shane Mahan – Alien: Romulus
- Pablo Helman, Jonathan Fawkner, David Shirk e Paul Corbould – Wicked
- Luke Millar, David Clayton, Keith Herft e Peter Stubbs – Better Man
- Erik Winquist, Stephen Unterfranz, Paul Story e Rodney Burke – Il regno del pianeta delle scimmie (Kingdom of the Planet of the Apes)
Qui non c’è discussione: premio strameritato per Dune – Parte due. Il lavoro sugli effetti visivi è stato straordinario, consolidando ulteriormente la saga di Denis Villeneuve come un punto di riferimento nel cinema di fantascienza.




Miglior montaggio
- 🏆 Sean Baker – Anora
- Dávid Jancsó – The Brutalist
- Nick Emerson – Conclave
- Myron Kerstein – Wicked
- Juliette Welfling – Emilia Pérez
Come anticipato, anche in questo caso prendo per buono il premio, non avendo visto tutte le pellicole in gara per questa categoria.
Miglior sonoro
- 🏆 Gareth John, Richard King, Ron Bartlett e Doug Hemphill – Dune – Parte due (Dune: Part Two)
- Randy Thom, Brian Chumney, Gary A. Rizzo e Leff Lefferts – Il robot selvaggio (The Wild Robot)
- Simon Hayes, Nancy Nugent Title, Jack Dolman, Andy Nelson e John Marquis – Wicked
- Erwan Kerzanet, Aymeric Devoldère, Maxence Dussère, Cyril Holtz e Niels Barletta – Emilia Pérez
- Tod A. Maitland, Donald Sylvester, Ted Caplan, Paul Massey e David Giammarco – A Complete Unknown
Anche in questo caso, penso che la vittoria sia meritata. Il mix tra musica e suoni ha reso l’esperienza di Dune molto più indimenticabile rispetto ad altri film in gara.
Miglior colonna sonora originale
- 🏆 Daniel Blumberg – The Brutalist
- Kris Bowers – Il robot selvaggio (The Wild Robot)
- John Powell e Stephen Schwartz – Wicked
- Volker Bertelmann – Conclave
- Camille e Clément Ducol – Emilia Pérez
Nonostante i due musical in gara, la vittoria va a Daniel Blumberg per The Brutalist.
Miglior canzone originale
- 🏆 El mal (testo: Clément Ducol, Camille, Jacques Audiard – musica: Clément Ducol, Camille) – Emilia Pérez
- The Journey (testo e musica: Diane Warren) – The Six Triple Eight
- Like a Bird (testo e musica: Abraham Alexander, Adrian Quesada) – Sing Sing
- Mi camino (testo e musica: Clément Ducol, Camille) – Emilia Pérez
- Never Too Late (testo e musica: Elton John, Brandi Carlile, Andrew Watt, Bernie Taupin) – Elton John: Never Too Late
Non c’è niente da dire: assolutamente d’accordo. Avevo già anticipato che El mal fosse la canzone migliore di Emilia Pérez nell’apposito articolo.




Miglior documentario
- 🏆 No Other Land, regia di Basel Adra, Yuval Abraham, Rachel Szor ed Hamdan Ballal
- Black Box Diaries, regia di Shiori Itō
- Porcelain War, regia di Brendan Bellomo e Slava Leont’jev
- Soundtrack to a Coup d’Etat, regia di Johan Grimonprez
- Sugarcane, regia di Julian Brave NoiseCat e Emily Kassie
Non avendo visto nessuna di queste pellicole, non posso giudicare l’Oscar assegnato. Sicuramente, oltre alla qualità della pellicola, la vittoria ha anche concorso il fatto che il documentario fosse realizzato da un collettivo israelo-palestinese.
Miglior cortometraggio documentario
- 🏆 The Only Girl in the Orchestra – La storia di Orin O’Brien (The Only Girl in the Orchestra), regia di Molly O’Brien
- Death by Numbers, regia di Kim A. Snyder
- I Am Ready, Warden, regia di Smriti Mundhra
- Incident, regia di Bill Morrison
- Instruments of a Beating Heart, regia di Ema Ryan Yamazaki
Il cortometraggio documentario vincitore celebra la contrabbassista Orin O’Brien, la prima musicista donna ad entrare nella New York Philharmonic.
Miglior cortometraggio
- 🏆 I’m not a robot, regia di Victoria Warmerdam
- A Lien, regia di Sam e David Cutler-Kreutz
- Anuja, regia di Adam J. Graves
- Čovjek koji nije mogao šutjeti, regia di Nebojša Slijepčević
- The Last Ranger, regia di Cindy Lee
Vince il miglior cortometraggio l’olandese I’m not a robot, un’opera sul confine tra umanità e artificialità con reminiscenze di Blade Runner.
Miglior cortometraggio d’animazione
- 🏆 Dar sāye sarv (In the Shadow of the Cypress), regia di Hossein Molayemi e Shirin Sohani
- Amedama, regia di Daisuke Nishio
- Beautiful Men, regia di Nicolas Keppens
- Beurk!, regia di Loïc Espuche
- Wander to Wonder, regia di Nina Gantz
È iraniano il miglior cortometraggio d’animazione. Protagonista un ex capitano con disturbo da stress post-traumatico e il suo rapporto con la figlia.




Oscar onorario
- Quincy Jones
- Juliet Taylor
Premiato postumo il produttore discografico Quincy Jones, scomparso il 3 novembre scorso, vincitore di 28 Grammy e produttore di Thriller di Michael Jackson, l’album più venduto della storia (compra qui).
Juliet Taylor è una delle più importanti direttrici del casting, avendo lavorato a capolavori come L’esorcista, molti film di Woody Allen (Io e Annie, Manhattan…), Incontri ravvicinati del terzo tipo, Taxi Driver, Mission, La donna perfetta, Vi presento Joe Black…
Premio umanitario Jean Hersholt
- Richard Curtis
Regista e sceneggiatore inglese, noto per film come Love Actually – L’amore davvero, Il diario di Bridget Jones, Notting Hill, Quattro matrimoni e un funerale e per il personaggio di Mr. Bean. È stato premiato per i suoi meriti nel campo della beneficenza.
Premio alla memoria Irving G. Thalberg
- Michael G. Wilson e Barbara Broccoli
Rispettivamente figliastro (era il figlio del primo matrimonio della moglie Dana) e figlia del produttore Cubby Broccoli, Michael G. Wilson e Barbara Broccoli sono stati premiati per il loro contributo all’industria del cinema, in particolare per la produzione della saga di James Bond.
